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1 Ottobre 2020

Un accordo amaro che però può servire


(Marco Ceccarini) Livorno, 29 aprile – Gli esuberi sono stati ridotti da trenta a diciassette, nove alla Grande Molini ed otto alla Promolog, mentre l’incentivo per i lavoratori che accetteranno la risoluzione del rapporto di lavoro è salito da 15 mila a 24 mila euro lordi.
Non è una grande vittoria, per i sindacati e le istituzioni che puntavano a non lasciare nessuno a casa, ma è innegabile che l’accordo raggiunto rappresenti comunque, così come viene proposto, un passaggio importante. Vi è infatti la speranza che da qui si possa ripartire per dare una nuova prospettiva all’azienda e nuove certezze ai lavoratori.
L’amarezza, tuttavia, rimane. L’azienda, che a Livorno ha nel complesso quarantacinque dipendenti, non ha fatto concessioni significative e non pochi licenziamenti ci saranno. Oltretutto i risultati ottenuti dovranno passare al vaglio del commissario giudiziario nell’ambito della procedura tesa a salvare l’azienda. Non sono escluse, quindi, delle modifiche alle proposte avanzate, che ci auguriamo possano semmai essere migliorative.
In ogni caso non bisogna sottovalutare che l’accordo è stato raggiunto grazie al consapevole sacrificio dei lavoratori, che hanno approvato l’intesa in assemblea. E adesso passa alle istituzioni, sia locali che regionale, il compito di vigilare affinché l’accordo venga rispettato e possa anzi divenire il punto di partenza per il rilancio produttivo dell’azienda e per nuove condizioni generali.