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29 Settembre 2020

Il pianista Ilio Barontini (foto tratta dal profilo Facebook)

Un gruppo whatsapp contro l’isolamento da coronavirus con le musiche di Ilio Barontini


(Angela Simini) Livorno, 1 aprile 2020 – Nel silenzio dei teatri, chiusi e deserti, fenomeno a cui assistiamo per la prima volta nella nostra vita, il pianista livornese Ilio Barontini ha escogitato un modo originale ed affettivo per comunicare con gli amici, inviando ogni mattina su whatsapp un audio-video con brani musicali di vario genere, alcuni dei quali da lui stesso composti ed eseguiti.

“Ho captato tra gli amici”, son parole sue, “in questo drammatico periodo di isolamento, l’esigenza di sentirsi uniti, mi sono chiesto, perché non si fa comunità?”.

Per ovviare all’impossibilità di relazionarsi concretamente, il maestro Ilio Barontini ha creato due gruppi di ascoltatori, uno formato dagli amici che lo seguono sempre in tutte le iniziative ed uno di allievi e ex allievi, ai quali la mattina dà una armoniosa sveglia inviando una sua performance, scelta al fine di sollevare gli animi turbati e rattristati dalle tragiche notizie che si rincorrono fino a tarda notte. L’effetto è stato entusiasmante, soprattutto nei giorni neri in cui non si intravedevano spiragli al dilagare del virus e ai suoi tragici esiti di morte.

“Anche se l’incontro è solo virtuale, la solitudine di questo periodo si sopporta meglio uniti dal comune amore verso la musica”, dichiara il pianista.

Sono tante le persone che ogni giorno si aggiungono ed è normale se teniamo conto dell’autorevolezza che Barontini ha conquistato sul campo sin dal 1972 (appena ventunenne, è il caso di dirlo) come concertista e come docente presso l’istituto Mascagni di Livorno. Si è dedicato con passione alla didattica, è stato un maestro a 360 gradi, avendo approfondito tutte le singole discipline di cui si compone la conoscenza della musica: teoria, lettura della partitura, pianoforte, musica da camera, pianoforte complementare, analisi critica, storica ed estetica della partitura.

Ma ricordiamo anche che ha insegnato il pianoforte ai carcerati a Livorno e ha con loro preparato un saggio nel quale ogni allievo ha potuto esprimere quell’aspetto più buono di sé che Barontini aveva contribuito a far emergere. Ed oggi si dedica alla composizione personale, alla rielaborazione di testi scelti tra le sezioni più disparate, dalla tradizione classica a quella moderna, al jazz, alla musica afro-americana. E soprattutto ai Beatles sulle cui musiche ha ricreato nuove ed ampie sinfonie attraverso anni di lavoro e di perfezionamento.

Nel gruppo whatsapp il maestro Barontini ha riunito musicisti che vivono ed esercitano in Italia e all’estero come Marco Evangelisti, che in Spagna ha collaborato anche con Montserrat Caballé, il livornese Gabriele Baldocci, che insegna a Londra, Solveig Steinhardt a Berlino, Antonio Traverso in Oriente, Caterina Vannucci a New York, il Maestro Giampaolo Mazzoli che ha ricoperto la carica di direttore del conservatorio Boccherini di Lucca, il maestro Maurizio Morganti, il maestro Silvano Fioretto, docente al conservatorio Puccini di La Spezia, il maestro Domenico Pierini, primo violino e direttore d’orchestra del Maggio fiorentino… e questo è solo un assaggio. Nel gruppo incontriamo come interprete, accanto al padre, la giovane allieva Caterina Barontini, che fin da piccola ha mostrato un talento precoce e che oggi tiene concerti col padre e come solista.

“Grazie a questa iniziativa ho messo in contatto tra loro tanti e tanti musicisti che non si erano più ritrovati e mi colpisce il fatto che alcuni di loro ricordano ancora il formulario delle mie celebri frasi come ‘devi diventare maestro di te stesso’ e ‘la musica deve diventare carne della tua carne’…”, conclude Barontini.