Vai a…

Costa Ovestsu Google+Costa Ovest on YouTubeCosta Ovest on LinkedInCosta Ovest on TumblrRSS Feed

28 Gennaio 2022

Il geologo Enzo Pranzini (foto fornita da Bramanti)

Un libro di Pranzini spiega la geologia dell’Elba


(Stefano Bramanti) Portoferraio, 27 agosto 2021 – Uscito di recente il nuovo libro del professor Enzo Pranzini, docente all’università di Firenze, dipartimento Scienze della Terra, intitolato “Granelli di sabbia, una guida per camminare sul bordo del mare”, di Pacini Editore.

Si tratta di un lungo percorso, in pratica di 440.000 chilometri, ossia la lunghezza delle coste della Terra, fa notare Pranzini, e quindi leggendo il testo si andrà idealmente su spiagge di sabbia e di ghiaia e saranno descritti i mille fenomeni che avvengono come l’alternarsi delle maree e le onde che dal largo si propagano fino a riva.

“Ma non sarà solo la natura la protagonista”, dice il geologo. “C’è anche l’uomo, con le sue costruzioni sul mare, dai villaggi alle città, dai porti alle ferrovie, ma anche con le orribili, ma talvolta necessarie, opere di difesa”. E il volume tratta pure dell’Elba, visto che il professore è stato protagonista di vari interventi riguardanti lidi locali da ripascere.

“L’Elba è una terra tanto piccola e quanto ricca di elementi peculiari. Tante insenature e spiagge formate da sedimenti molto diversi. E talvolta le sue coste soffrono come quelle di gran parte del mondo. L’isola presenta una peculiarità: la percentuale di spiagge in erosione è molto alta, ma i tassi di arretramento della linea di riva sono, fortunatamente, bassi. La causa principale va ricercata nell’abbandono dell’agricoltura: in passato si produceva l’ottimo Aleatico, ma anche la sabbia che i torrenti portavano al mare. La macchia è ricresciuta, come dimostrano i boschi a quadretti che si vedono ovunque, e le spiagge non ricevono più alimentazione. A questo si deve aggiungere la necessità di bloccare le frane e il crollo delle falesie, cosa indispensabile ma che riduce ulteriormente l’apporto di sedimenti al mare”.

Ed i ripascimenti? “Se sono interventi di sola cosmesi”, fa notare, “per rendere più gradevoli i lidi quando arrivano i turisti, sono relativamente utili; con il passare degli anni le rughe non si possono più mascherare. La carenza di sabbia è cronica. Il valore ambientale ed economico delle spiagge dell’Elba è notevole e richiede interventi assai costosi con sedimenti che molto probabilmente dovranno venire da lontano. Il problema, oltre che nel trovare le risorse finanziarie, consiste nell’identificare le giuste fonti di approvvigionamento ed i metodi per portare e scaricare i sedimenti senza creare danni ambientali”.

Tags: ,