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lunedì 24 Febbraio 2020

Un libro svela chi fu veramente la Hastings, l’altra donna di Modì


(Marco Ceccarini) Livorno, 26 gennaio 2020 – Grande appuntamento il prossimo venerdì, 31 gennaio, quando nella Sala degli specchi di Villa Mimbelli, alle 18, verrà presentato, a cura del circolo culturale Cicale operose, il volume “Beatrice Hastings, in full revolt”, curato da Federico Tortora, presidente del medesimo caffè letterario e culturale.

Il volume è dedicato alla vita e alle opere di Beatrice Hastings, al secolo Emily Alice Haigh, che a Parigi fu compagna ed amante di Amedeo Modigliani. Lo scopo è rendere omaggio alla figura della Haigh, intellettuale e giornalista inglese, mettendo fine, al contempo, all’approssimazione e al pregiudizio con cui la sua figura, specie in relazione al rapporto con Modigliani, è stata spesso analizzata e liquidata.

Il volume ha il pregio di raccontare l’incontro e la relazione con il grande artista livornese sul piano esclusivamente artistico ed intellettuale. Il libro è frutto di un’attenta ricerca e di un’importante analisi dei testi. Raccoglie un’antologia di inediti che fa conoscere il suo pensiero politico, il suo linguaggio, il suo femminismo all’avanguardia e il suo modo di versificare e di scrivere in prosa. Il libro fa cogliere la profonda cultura della Haigh, od Hastings che dir si voglia, la quale nel periodo parigino produsse molti articoli interessanti sui nuovi fenomeni artistici ed anche sui riverberi della prima guerra mondiale a Parigi, da lei descritti in uno stile del tutto originale.

Negli scritti della Hastings, contrariamente a quanto un’analisi superficiale della sua produzione giornalistica e letteraria ha insinuato, non vi è nulla che possa far pensare a una sua adesione al nazi-fascismo e all’antisemitismo. Non corrisponde al vero che ella avrebbe scritto per un giornale antisemita e di destra. Nel libro curato da Tortora, in riferimento a quel periodo, sono al contrario raccolti diversi scritti anti-fascisti e anti-nazisti, una poesia anti-colonialista, lettere ed invettive contro le dittature. Nel suo giornale, Democrat, accolse anche un appello di Sylvia Pankhurst per una raccolta fondi a favore delle vittime italiane del fascismo. Mentre per quanto riguarda la politica colonialista e capitalista dell’Impero britannico, da lei avversata, nonostante tutto riconosceva e scriveva che la Gran Bretagna era l’unico baluardo della libertà e della democrazia in un’Europa ormai piegata dal nazi-fascismo.

E’ probabile che l’equivoco, rispetto alle supposte simpatie nazi-fasciste, possa essere legato alla sua iscrizione alla Società teosofica, risalente al 1906, dato che la teosofia, una scienza spirituale all’epoca abbastanza in voga, negli anni del nazismo fu piegata, manipolata e strumentalizzata dal nazismo per rafforzarne l’ideologia, con la conseguenza che alcuni teosofi, in quel contesto, aderirono al nazi-fascismo. Ma la Hastings non solo non aderì mai a tali dottrine, rimanendo anzi fedele alla visione originaria della teosofia, bensì come detto mise anche in atto comportamenti che andarono nella direzione esattamente opposta.

Il volume curato da Tortora, in definitiva, propone una Hastings inedita, depurata da dicerie e pettegolezzi, sicuramente interessante anche ai fini di ulteriori approfondimenti a livello accademico.

Quello proposto dalle Cicale operose, in definitiva, si presenta come un lavoro serio, accurato, di analisi del pensiero, del linguaggio e della scrittura della Hastings, arricchito da una raccolta di fonti documentali non indifferenti, tra le quali i suoi stessi scritti. Anche la biografia contenuta nel libro è frutto di ricerca seria e attenta.

Nel libro sono riportati molti scritti riguardo alle posizioni politiche e sociali della giornalista britannica. Ma soprattutto, nel saggio, è assente l’aneddotica che tanto ha infangato sia la Hastings che Modigliani, mentre viene dato rilievo al fatto che il periodo parigino in cui vissero assieme fu il più prolifico per entrambi, sia sul piano artistico che intellettuale.

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