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sabato 25 maggio 2019

Una fase nuova per il sistema portuale


(Marco Ceccarini) Livorno, 8 marzo 2019 – Oggi, venerdì 8 marzo, il commissario straordinario dell’Autorità di sistema del Tirreno settentrionale, Pietro Verna, si è insediato a Palazzo Rosciano, sede della medesima Autorità. Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, non ha perso tempo nell’individuare colui che dovrà guidare l’ente che sovraintende, tra gli altri, ai porti di Livorno e Piombino. Il decreto è infatti del 5 marzo. Appena sei giorni prima, il 27 febbraio, il Tribunale di Livorno aveva interdetto, per un anno, le massime cariche dell’Autorità, il presidente Stefano Corsini e il segretario generale Massimo Provinciali, accusati di aver malgestito la concessione temporanea degli accosti a Livorno.

Con la nomina dell’ammiraglio Verna, in attesa che la Magistratura stabilisca se gli addebiti mossi a Corsini e Provinciali sono fondati o meno, l’Autorità di sistema può dunque riprendere le attività ordinarie, ad esempio pagare i fornitori, rispettare le scadenze ed i vari impegni, mettere in pagamento gli stipendi dei dipendenti, e così via. La velocità con cui Toninelli ha commissariato l’Autorità ha anche queste ragioni.

E’ innegabile, tuttavia, che la nomina di Verna, già capo della Pesca marittima delle Capitanerie di Porto, direttore marittimo dell’Abruzzo e del Molise e comandante della Capitaneria di Pesaro, può aprire una nuova fase per il sistema portuale dell’alto Tirreno. Un rinnovamento di cui, in effetti, si sente il bisogno.

Scongiurata la pericolosa “vacatio” che avrebbe ingessato le attività aggravando una già delicata e complessa fase in cui devono essere risolti diversi problemi, sia a Livorno che a Piombino, occorre adesso individuare gli errori del passato e fare in modo che non si ripetano più, a cominciare dai criteri con cui sono stati spesso scelti i massimi dirigenti dell’Autorità portuale. E questa, sia chiaro, è una valutazione che va al di là delle inchieste giudiziarie. Le ultime gestioni, ad esempio, hanno finito per ridurre l’importanza del porto di Livorno sia a livello nazionale che internazionale. La recente lieve ripresa è un fatto positivo, ma è innegabile che lo scalo livornese abbia avuto il freno a mano tirato per troppo tempo e adesso abbia bisogno di una svolta.

In quest’ottica la fase commissariale che si apre con Verna è potenzialmente foriera di buoni sviluppi. Tanto più che l’ammiraglio nominato dal ministro Toninelli, cosa non indifferente, appare al di fuori delle logiche di partito.

Il comandante Verna, in virtù della sua esperienza, sembra in grado di superare la fase dominata dalle attese che, di fatto, hanno fino ad oggi tenuto investitori, aziende e lavoratori, compresi quelli dell’indotto, appesi all’incertezza legata a progetti già programmati ma non ancora definitivamente realizzati, come ad esempio, a Livorno, il definitivo avvio della piattaforma Europa e la privatizzazione della società Porto 2000.

La nomina del nuovo commissario, inoltre, potrebbe permettere anche l’utilizzo di strumenti straordinari per garantire il funzionamento e le attività portuali garantendo lavoratori ed imprese. Un aspetto, questo, che accomuna la realtà livornese a quella degli altri porti del sistema del Tirreno settentrionale, in particolare Piombino, dove l’area è già da anni piegata dalla pesante crisi dell’industria siderurgica.

La nomina dell’ammiraglio Verna, in definitiva, può dare un nuovo impulso all’Autorità di sistema. Possono adesso essere corrette e cambiate, per quanto possibile, le strategie dei porti di Livorno, Piombino e degli altri scali del sistema, tra cui Portoferraio, con riflessi positivi per l’economia dell’intera provincia di Livorno.

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