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18 Agosto 2022

Palazzo Civico, sede del Comune di Livorno (foto libera da diritti tratta da Wikimedia Commons)

Una strada per Oriana, sì o no, la Fallaci divide la politica livornese


(Anna Viola) Livorno, 2 giugno 2022 – Il caso lo hanno portato alla ribalta la Nazione e il Corriere della Sera. A Livorno c’è chi chiede di intitolare una strada ad Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice fiorentina con una lontana ascendenza livornese, ma c’è chi si oppone. L’8 giugno, però, il Consiglio comunale discuterà le mozioni presentate da Fratelli d’Italia e Lega, che tuttavia non sembrano destinate ad avere molta fortuna.

Tutto è iniziato, appunto, con la presentazione di queste mozioni, con le quali i due partiti di opposizione chiedono che Livorno dedichi un proprio luogo alla grande scrittrice di fama internazionale. Inutile dire che la proposta ha immediatamente diviso, e divide, il panorama politico cittadino.

Il sindaco Luca Salvetti, secondo quanto riporta il Corriere, fa notare che la giunta ha avviato “un percorso di intitolazione, delle poche strade o piazze ancora rimaste da intitolare, molto strettamente legato a personaggi che hanno svolto un ruolo all’interno della città”. Gli esempi portati da Salvetti sono quello di Italo Piccini a cui verrà intitolata piazza del Pamiglione il 4 giugno e quello del parco a Coteto intitolato di recente a Gino Calderini. Detto questo, però, il sindaco ha anche precisato che “se dal Consiglio arriverà un’indicazione di un certo tipo la porteremo avanti tranquillamente”.

L’opinione espressa dal sindaco non ha convinto i propositori delle mozioni, che in risposta hanno fatto riferimento al romanzo incompiuto della Fallaci, pubblicato postumo, dal titolo “Un cappello pieno di ciliegie”, dove la scrittrice racconta la storia dei suoi antenati e parla di Livorno.

Edoardo Fallaci, nipote di Oriana, si è invece detto amareggiato. Ha commentato: “C’è un legame diretto tra Oriana e Livorno perché uno dei suoi antenati era Francesco Launaro, nostromo della città toscana”.

Negli anni Novanta, in effetti, la Fallaci è venuta diverse volte a Livorno dove in più sedi, ma soprattutto all’Archivio di Stato, svolse studi e ricerche proprio sulle origini della famiglia della madre.

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