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26 Novembre 2020

Veneti sugli scudi al Combat Prize 2017 di pittura, video, sculture e installazioni


Livorno, 17 luglio. La sala dorata degli Specchi del Museo Giovanni Fattori è stata la cornice della premiazione che ha concluso l’ottava edizione del Premio Combat Prize 2017, al quale hanno partecipato 1.200 artisti di 54 paesi, come ha ricordato l’assessore alla cultura Francesco Belais, che ha sottolineato come il premio sia il più popolare in Italia per l’arte contemporanea, che è rappresentata oggi nelle varie realtà socio-economiche e culturali del nostro paese. Ha aggiunto Paolo Batoni, presidente di Blob-Art, che ideò Combat Prize. Ed in effetti la rassegna si è sempre di più sviluppata nella ricerca e nella scoperta di nuove forme artistiche, collegate alle dinamiche attuali e alle prospettive future del mondo in movimento.
Barbara De Vivi, veneziana, ha vinto la sezione di pittura con l’opera Medea, motivata “per una ricerca che si nutre di una modalità pittorica potente, giocata sulla stratificazione e su reminiscenze oniriche e per una efficace rilettura contemporanea del mito classico. La tela è alimentata da una narrazione pregnante ed efficace, ricca di connessioni concettuali dettagliate che fa presagire interessanti potenzialità”.
La giuria era composta da Andrea Bruciati, Elio Grazioli, Francesca Baboni, Lorenzo Balbi, Lorenzo Bruni, Stefano Taddei e Walter Guadagnini, Menzione speciale della giuria a Francesca Chioato, padovana.

Per la sezione Fotografia il vincitore è Karin Schmuck , Bolzano, con l’opera Mothers I “per la capacità di affrontare un genere classico della fotografia, il ritratto familiare, rovesciando le attese del soggetto e dello spettatore, attraverso una peculiare scelta iconografica. Il rapporto tra le due figure è elaborato come incontro totalizzante di corpi, autentica fusione che esclude la riconoscibilità individuale legata alla rappresentazione del volto. Il fondo uniforme rafforza ulteriormente il rimando alla tradizione del genere anche in chiave di citazione pittorica”. Menzione speciale a Luca Gilli, emiliano.
Per la sezione Grafica premiata Giorgia Lo Faso, piemontese, con l’opera Samsung Galaxy S4 “per la capacità di riuscire a far convivere nelle sue immagini due temi distanti come quello del monocromo e quello della scrittura immediata dei messaggi lasciati nello spazio urbano da chi lo attraversa. Questa ricerca le ha permesso di approdare a soluzioni estetiche inedite perché indaga nuovi equilibri nella classica relazione tra fondo e soggetto, approdando ad nuovo campo di studio con cui rilegge la tecnica classica della grafica d’arte alla luce della comunicazione globale e delle piazze virtuali”. Menzione speciale a Massimiliano Galliani, emiliano.
Vincitore per la sezione Scultura/Installazione Davide Sgambaro, padovano, con l’opera “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno” per la capacità di indagare in maniera non scontata il medium installativo traslando il proprio corpo in una sorta di performance collettiva perfettamente inserita nello spazio. Immersiva risulta la capacità in cui il suo lavoro riesce a coinvolgere il pubblico, suscitando sensazioni di sorpresa, inquietudine e claustrofobia. Menzione speciale a Mauro Panichella, genovese.
Infine per la sezione Video la giuria ha assegnato il premio a Ana Devora, madrilena, con l’opera Marionetas. Constatando che nella congiuntura attuale i processi educativi sono al centro di una ridefinizione del tessuto sociale, l’autrice, proponendo un’indagine sulle modalità tipiche di trasmissione di determinati valori, ne evidenzia e coglie l’insieme delle loro potenzialità per il futuro. Menzione speciale della giuria alla livornese Irene Lupi.
Premi speciali. il premio “Fattori Contemporaneo”, che consiste in una personale al Museo Fattori nella programmazione 2018, è stato assegnato a Alberto Sinigaglia, vicentino, con la seguente motivazione: “Assodato che il rapporto tra realtà e finzione, tra documento e creazione è fondamentale nella costituzione del linguaggio fotografico, l’interesse dell’autore si concentra sulla ricerca delle fonti. Queste possono essere aggiunte o essere sostituite, attraverso un percorso nel quale il concetto stesso di verità viene posto in discussione. A partire da queste premesse, la realizzazione di un viaggio che è insieme riflessione sulla scienza, sull’immagine e sull’immaginario collettivo e si sviluppa tra fotografia, installazione ed editoria ha convinto la giuria a premiare l’opera”.
Il nuovo premio Art Tracker, prevede che quattro artisti under 35 siano inseriti nella programmazione eventi di Lucca Art Fair per un nuovo progetto curatoriale, i vincitori sono: Martina Brugnara, Chiara Campanile, Marco Groppi, Simone Monsi.
Le opere sono state esposte in simultanea al Museo Civico Fattori, negli ex-Granai di Villa Mimbelli e in Fortezza Vecchia. Nella foto i vincitori.