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18 Maggio 2026

Trentacinque anni dopo la tragedia del Moby Prince è ancora una ferita aperta


(Tony Faini) Livorno, 10 aprile 2026 – A 35 anni dalla tragedia del Moby Prince, il ricordo resta vivo e viene oggi accompagnato da un appello dei familiari delle vittime che è una richiesta di verità: “Chi sa parli, 35 anni sono tanti”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio commemorativo ha sottolineato le gravi responsabilità legate alla gestione dell’emergenza, parlando di “disorganizzazione e ritardi nei soccorsi”. Il capo dello Stato ha ribadito la vicinanza della Repubblica ai familiari delle vittime e alla città di Livorno, segnata per sempre da quella tragedia.

Era il 10 aprile 1991 quando il traghetto Moby Prince della compagnia Moby Lines entrò in collisione con una petroliera dell’Agip, la Agip Abruzzo, al largo del porto. L’incendio che ne seguì causò la morte di 140 persone tra passeggeri ed equipaggio, con un solo superstite. Ancora oggi è il più grave disastro della marineria civile italiana, una tragedia che, come ha ricordato Mattarella, “poteva e doveva essere evitata” e su cui restano ancora interrogativi irrisolti.

La memoria e l’impegno collettivo per rafforzare la sicurezza in mare, è emerso nel corso della giornata, sono importanti affinché simili eventi non si ripetano.

Livorno ha commemorato l’anniversario con la giornata “Per non dimenticare”, promossa dal Comune insieme alle istituzioni e alle associazioni dei familiari. Le celebrazioni si sono svolte alla presenza di parenti delle vittime giunti da tutta Italia e rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, e il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

Il programma ha preso il via in mattinata alla Fortezza Nuova, con la deposizione di una corona presso il monumento dedicato alle vittime. A seguire, in Duomo, si è tenuta una funzione religiosa officiata dal vescovo Simone Giusti.

Nel pomeriggio, dopo il saluto del sindaco Salvetti a Palazzo Civico, un corteo ha raggiunto il porto Mediceo, dove alla lapide commemorativa sono stati deposti un cuscino di rose inviato dal presidente della Repubblica e una corona di alloro del Comune. La cerimonia ha incluso la lettura dei nomi delle vittime e il lancio di rose in mare.

A chiudere la giornata, un gesto simbolico: i familiari hanno consegnato un mazzo di rose alla squadra di rugby dei Lions Amaranto che le lancerà nel porto di Olbia durante la trasferta che effettuerà in Sardegna, proseguendo idealmente il ricordo oltre il luogo della tragedia.

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