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20 Maggio 2026

Un particolare del manifesto del 2026 (Comune, Provincia, Prefettura di Livorno)

Una prolusione di Bersani per la Festa della Liberazione a Livorno


(Donatella Nesti) Livorno, 24 aprile 2026 – Anche quest’anno a Livorno la Liberazione sarà ricordata con una serie di cerimonie e iniziative promosse dall’Amministrazione comunale, che coinvolgeranno i rappresentanti delle istituzioni e la cittadinanza.

Sabato 25 aprile, alle ore 10 in piazza della Vittoria, deposizione di corone di alloro al Monumento ai Caduti in Guerra. Saranno schierati i gonfaloni del Comune e della Provincia e i labari delle associazioni combattentistiche, d’arma e partigiane.

Successivamente le autorità e le rappresentanze, passando da via Magenta, si ritroveranno in via Ernesto Rossi, dove alle ore 10.20 saranno deposte corone al Bassorilievo al Partigiano.

Alle ore 10.30 il corteo, con in testa la Banda Città di Livorno, si dirigerà verso il Comune.

Alle ore 11, in piazza del Municipio (spazio davanti all’entrata del Palazzo Granducale), è previsto un saluto da parte del sindaco Luca Salvetti e del prefetto Giancarlo Dionisi. Seguirà una prolusione tenuta dall’on. Pierluigi Bersani. Saranno presenti anche delegazioni di ANED, ANPPIA, ANEI, ANPI e ISTORECO.

Tra le iniziative collaterali ISTORECO all’interno del progetto GiovaniSÌ Regione Toscana – Fondazione Museo della Deportazione di Prato Venerdì 24 aprile alle ore 21, al Teatro Goldoni di Livorno, “Tutto cominciò con quel voto”. Concerto per la Liberazione. Interventi musicali a cura del Conservatorio “Pietro Mascagni”, orchestra d’archi diretta da Chiara Morandi, ensemble di saxofoni diretto da Marco Vanni, laboratorio orchestrale diretto da Giovanni Sbolci, interventi teatrali a cura del Laboratorio “Cespuglio ecosistema teatrale” diretto da Alessia Cespuglio con il contributo artistico di Francesca Ricci, video di Marco Bruciati. Ingresso libero su prenotazione. Iniziativa organizzata da ANPI, ANPPIA, ANED, ANEI, Istoreco con il Patrocinio del Comune di Livorno.

Sabato 25 aprile alle ore 8.30 in largo Divo Demi si terrà una deposizione di fiori a cura del sindacato pensionati Spi Cgil.

Alle ore 17 in Fortezza Nuova (Sala degli Archi), all’interno della Festa della Cgil “Giornate della Libertà e del lavoro”, si inaugurerà la mostra ”Una provincia in guerra (1940–1945). A 80 anni dalla liberazione del territorio livornese”.Palio della Liberazione

Sempre sabato 25 aprile, dalle ore 14.30 alle ore 19.30 dal piazzale della Bellana, Trofeo della Liberazione, prima gara remiera della stagione, a cura del Comitato Palio Marinaro.

Grazie ad una coincidenza alla Terrazza Mascagni avrà luogo, a cura delle scuole livornesi, la maratona del ‘Tai chi chuan’ che ogni anno si svolge in tutto il mondo l’ultimo sabato di Aprile. Il ‘Tai chi chuan’ è l’arte marziale cinese che educa fin dall’infanzia al rispetto delle persone ed al confronto armonico senza violenza ed aggressività.

Anche la Rai proporrà su Rai 3 alle 21.30 il film “Berlinguer la grande ambizione”

Presentato come film di apertura alla Festa del Cinema di Roma nel 2024 il film “Berlinguer, la grande ambizione” di Andrea Segre si apre con una citazione “Di solito si vede la lotta delle piccole ambizioni, legate a singoli fini privati, contro la grande ambizione, che è indissolubile dal bene collettivo” (Antonio Gramsci, fondatore del Partito comunista italiano).Un’ occasione per ripensare agli anni del tentativo che prese il nome di ‘compromesso storico’ “Quando una via sembra a tutti impossibile, è necessario fermarsi? Non l’ha fatto Enrico Berlinguer, segretario negli anni Settanta del più importante Partito comunista del mondo occidentale, con oltre un milione settecentomila iscritti e più di dodici milioni di elettori, uniti dalla grande ambizione di realizzare il socialismo nella democrazia”, così dice il regista. “Sfidando i dogmi della guerra fredda e di un mondo diviso in due, Berlinguer e il Pci tentarono per cinque anni di andare al governo, aprendo a una stagione di dialogo con la Democrazia cristiana ed arrivando a un passo dal cambiare la storia”.

Le tappe salienti del film vanno dal 1973, quando Berlinguer sfuggì a Sofia a un attentato dei servizi bulgari, fino all’assassinio nel 1978 del presidente della Democrazia cristiana, Aldo Moro, che segnò la fine della strategia del “compromesso storico”, il grande tentativo di unire le forze popolari di matrice cattolica e socialista per guidare il Paese, la storia di un uomo e di un popolo per cui vita e politica, privato e collettivo, erano indissolubilmente legati.

“Quella di Enrico Berlinguer è una vita che può aiutare ancora oggi a porsi domande, a cercare risposte. Il mondo è profondamente cambiato, ma le urgenze e le emozioni che hanno attraversato la sua vita e suo popolo non sono scomparse”, prosegue il regista.

Berlinguer è interpretato da un perfetto Elio Germano che ha ricevuto alla Festa del cinema di Roma il premio Gassman per l’interpretazione e che è riuscito ad evitare di fare di Berlinguer una specie di ‘santino’, ma il pubblico in sala e penso anche davanti al teleschermo applaude con le lacrime agli occhi quando viene mostrato il seguitissimo funerale dell’uomo politico più amato.

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