Laboratorio Livorno
2 Febbraio 2026
(Marco Ceccarini) Livorno, 2 febbraio 2026 – Da antagonisti ad alleati. Posta così, la questione, sembra il racconto di un capovolgimento politico. Invece no, non è così. È semmai la storia di un percorso che ha portato due movimenti che alle ultime elezioni amministrative si erano presentati su fronti diversi, Livorno Civica e Prospettiva Livorno, prima a dialogare e poi ad accomunarsi per rafforzare il fronte civico locale e al tempo stesso opporsi ai venti reazionari e repressivi che soffiano a livello nazionale e nel mondo.
L’accordo tra Livorno Civica e Prospettiva, alla quale ultima fanno tra l’altro riferimento molti esponenti dell’associazione ambientalista Reset, è nato da una visione condivisa di amministrazione e di comunità orientata a mettere al centro gli interessi della città di Livorno puntando su ascolto, partecipazione e responsabilità dei cittadini. Alla base di questa alleanza vi è la convinzione che il civismo debba essere un percorso collettivo, capace di andare oltre il semplice ascolto delle istanze per tradursi nel coinvolgimento della comunità.
Alle ultime amministrative, come detto, Livorno Civica e Prospettiva Livorno sono state avversarie: la prima era nella maggioranza che sosteneva l’attuale sindaco Salvetti, la seconda era presente con un proprio programma e Mazzerbo come proprio candidato sindaco. Entrambe, tuttavia, ponevano le istanze dei cittadini e del territorio al centro dell’azione politica.
Al nuovo progetto, che non ha solo l’obiettivo di sostenere l’amministrazione locale ma anche e soprattutto di guardare al futuro, Prospettiva Livorno porta in dote competenze legate a temi specifici come quello ambientale, contribuendo a un percorso che punta a un maggiore coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali attraverso strumenti di partecipazione diretta. Livorno Civica, che ha tre consiglieri a Palazzo Civico, mette invece nel piatto il rafforzamento della partecipazione, il recupero e la valorizzazione dei beni comuni e della salute pubblica, il sostegno alla cultura e all’associazionismo, la cittadinanza attiva.
Ad accomunare l’azione dei due movimenti, in più, vi sono tematiche ed impegni di carattere nazionale come l’opposizione al governo Meloni e il “no” al referendum sulla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici. Il percorso congiunto, in quest’ottica, rappresenta pertanto non solo un passo decisivo verso una politica capace di guardare al lungo periodo con pragmatismo e visione su temi locali, ma anche un passo concreto verso la possibilità di aprire il confronto con altre esperienze presenti sul territorio livornese.
Il movimento Cinque Stelle potrebbe essere un interlocutore privilegiato. Il movimento, a Livorno, ha una storia importante. È stato al governo della città dal 2014 al 2019 ed ancora oggi, nonostante buona parte della dirigenza locale sia uscita dopo l’accordo che ha portato i Cinque Stelle al governo della Toscana, raccoglie le simpatie di una buona parte dell’elettorato locale, come ha dimostrato il buon risultato alle ultime elezioni regionali. A livello nazionale, su input della Schlein e di Conte, il Pd e il Centrosinistra da una parte, i Cinque Stelle dall’altra, sono impegnati a costruire un’alternativa progressista all’attuale governo di Destra. In quest’ottica anche a livello locale, a Livorno come altrove, diviene utile ed interessante sperimentare una collaborazione che, pur reciprocamente critica, sia in grado di costruire le basi per quella sponda democratica e progressista di cui l’Italia ha bisogno.
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