Un momento della manifestazione
Oltre quindicimila persone in piazza a Livorno contro il riarmo e il carovita
30 Ottobre 2026
(Marco Ceccarini) Livorno, 30 ottobre 2026 – Grande partecipazione, a Livorno, allo sciopero generale di oggi, venerdì 30 ottobre, dove portuali, lavoratori di ogni comparto, studenti e cittadini, hanno attraversato il centro della città per assistere, a chiusura del corteo, al comizio di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori occupati della Palestina. Alla manifestazione hanno partecipato anche il sindaco Luca Salvetti e diversi rappresentanti delle Istituzioni regionali e cittadine.
Il dato di oltre 15 mila partecipanti alla manifestazione organizzata nell’ambito dello sciopero generale proclamato dalla Usb, Unione Sindacale di Base, è stato fornito dagli stessi organizzatori. Secondo altre fonti, invece, i partecipanti sarebbero stati addirittura quasi 20 mila.
Al corteo, in ogi caso, hanno partecipato lavoratori di numerose categorie, portuali, studenti, insegnanti, pensionati, vigili del fuoco e cittadini, sia della città sia della provincia di Livorno, tutti uniti dalla protesta contro il carovita, i bassi salari, le politiche di riarmo e il traffico di armi attraverso le infrastrutture portuali.
La mobilitazione è iniziata alle 6 del mattino con i presidi dei lavoratori e degli attivisti nella zona del Ponte Genova, al Tdt e al varco Zara. L’Usb Livorno Mare e Porti e il Gap, Gruppo Autonomo Portuali, hanno rilanciato la richiesta di una moratoria sulla movimentazione di materiale militare attraverso il porto di Livorno, indipendentemente dalla destinazione dei carichi.
A partire dalle 9 vi è stato il concentramento in piazza Cavour che ha dato il via al corteo. La lunga striscia umana ha attraversato gli scali d’Azeglio, via Grande, piazza della Repubblica, viale Avvalorati, piazza Civica, via San Giovanni e piazza del Pamiglione, per concludersi in piazza Micheli, davanti al monumento dei Quattro Mori, mentre la Albanese ha parlato sotto il Palazzo del Governo.
Al centro dello sciopero non soltanto il rifiuto della guerra e del traffico di armi, ma anche le condizioni economiche e sociali di lavoratori e famiglie. L’Usb ha portato in piazza le richieste di aumenti salariali, tutela delle pensioni, contrasto alla precarietà ed interventi contro il carovita. Forte è stata anche la critica alle risorse destinate al riarmo, a fronte delle difficoltà della sanità pubblica, della scuola e dei servizi sociali.
Numerosa è stata la presenza degli studenti, che hanno affiancato alle rivendicazioni del mondo del lavoro quelle per il diritto allo studio e una scuola pubblica adeguatamente finanziata. La partecipazione della Albanese ha rafforzato il carattere internazionale della mobilitazione e il legame tra la protesta contro il riarmo e la solidarietà con il popolo palestinese.
In piazza si è visto anche il sindaco Luca Salvetti, insieme a componenti della Giunta comunale e molti consiglieri di Palazzo Civico, a testimonianza dell’attenzione delle Istituzioni cittadine verso le questioni sollevate dalla mobilitazione.
La manifestazione odierna ha riportato al centro del dibattito il ruolo del porto, la dignità del lavoro e le scelte economiche legate alle politiche internazionali. Livorno, città dalla profonda tradizione operaia e portuale, ha dato voce a una mobilitazione che ha saputo unire diverse generazioni e realtà sociali. Il messaggio emerso è stato netto: investire nel lavoro, nella sanità, nella scuola e nei servizi pubblici, anziché alimentare l’economia di guerra.
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