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22 Ottobre 2026

Un'azione di bunkeraggio navale (foto libera da diritti tratta da Wikipedia.org)

Bunkeraggio navale, una risorsa strategica per l’economia di Livorno


(Marco Ceccarini) Livorno, 17 ottobre 2026 – Si dice “porto” e si pensa alle navi che vanno e vengono, ai turisti, ai container, alla Darsena Toscana e alla Darsena Europa che rappresenta l’idea di sviluppo del porto di Livorno, uno dei maggiori d’Italia.

Eppure ci sono attività, poco note ai più, che rappresentano settori importanti non solo delle attività portuali ma anche dell’economia locale. Una di queste è il rifornimento di carburante alle navi che transitano per lo scalo livornese. Essa, infatti, contribuisce a sostenere la competitività del porto, genera opportunità per le imprese del territorio e apre nuove prospettive con la transizione energetica.

Il bunkeraggio navale, ovvero il rifornimento di carburante alle navi, è un’attività strategica per il porto di Livorno e per l’economia del comprensorio. Inserito nel più ampio sistema della “blue economy”, ossia l’economia del mare, contribuisce all’operatività del traffico commerciale e passeggeri e alimenta una filiera che coinvolge aziende energetiche, operatori logistici e servizi marittimi.

Secondo il rapporto di Unioncamere sull’economia del mare relativo al 2022, il comparto rappresentava il 17,6 per cento del valore aggiunto della provincia di Livorno, pari a circa 1 miliardo e 550 milioni di euro. Un dato che evidenzia il peso delle attività legate al mare nel tessuto produttivo locale, all’interno del quale il bunkeraggio costituisce un tassello dell’offerta portuale.

La disponibilità di carburanti, la rapidità dei rifornimenti e la competitività dei prezzi concorrono all’attrattività di uno scalo. Per gli armatori, i costi energetici incidono sulle spese operative e sulle scelte di approvvigionamento. Livorno, quindi, è chiamato a confrontarsi con la concorrenza degli altri porti del Mediterraneo, in un mercato nel quale efficienza e condizioni commerciali possono influenzare la distribuzione dei traffici. Non è tuttavia possibile confermare, in assenza di dati aggiornati e confrontabili, un differenziale generalizzato del 10% tra i costi del bunkeraggio in Italia e quelli degli altri Paesi.

Le ricadute economiche dell’attività vanno oltre la vendita del carburante. La filiera comprende trasporto, stoccaggio, movimentazione dei prodotti, assistenza tecnica e servizi marittimi, con effetti sull’occupazione e sulle imprese dell’indotto. Tra gli operatori documentati figurano l’azienda Bunkeroil, attiva nella fornitura fisica e nel commercio di carburanti navali, e il Gruppo D’Alesio, presente nella filiera dei prodotti petroliferi e dei servizi energetici e marittimi. Per delineare con precisione il mercato locale è importante distinguere le aziende che effettuano direttamente i rifornimenti da quelle che si occupano di commercializzazione e gestione dei depositi.

Le prospettive del settore sono strettamente legate alla transizione energetica del trasporto marittimo. Accanto ai combustibili tradizionali, gli armatori valutano alternative come il gas naturale liquefatto, Gnl, in funzione delle caratteristiche delle flotte, delle infrastrutture disponibili e degli obiettivi ambientali. Per Livorno, in altre parole, l’evoluzione del mercato può tradursi in nuove opportunità d’investimento, purché siano accompagnate da adeguate infrastrutture, autorizzazioni e una domanda commerciale sufficiente. La presenza del terminale offshore Olt costituisce un elemento del sistema energetico territoriale, ma non dimostra, da sola, la disponibilità di un servizio di bunkeraggio Gnl direttamente collegato all’impianto.

Un’altra trasformazione significativa riguarda il “cold ironing”, ossia l’elettrificazione delle banchine. Questa tecnologia consente alle navi compatibili di collegarsi alla rete elettrica terrestre durante la sosta, riducendo l’utilizzo dei motori di bordo per la produzione di energia e contribuendo a contenere le emissioni atmosferiche locali. A Livorno sono previsti interventi infrastrutturali in questa direzione, il cui stato di avanzamento e di effettiva operatività deve essere verificato sulla base degli aggiornamenti più recenti. L’elettrificazione non sostituisce il bunkeraggio, ma diversifica le modalità di approvvigionamento energetico delle navi.

Per Livorno, in definitiva, la sfida consiste nel coniugare competitività e innovazione, mantenendo efficienti i servizi esistenti e accompagnando l’evoluzione verso soluzioni energetiche più sostenibili. Il bunkeraggio navale rimane così una componente importante dell’ecosistema portuale, capace di collegare energia, logistica e industria e di contribuire allo sviluppo economico del territorio.

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