Un'immagine degli Orti Urbani di Livorno
Orti Urbani, Frangerini salda il conto ma il Comitato prepara una diffida al Comune
18 Ottobre 2026
(Redazione) Livorno, 18 ottobre 2026 – La battaglia per salvare gli orti urbani di via Goito entra in una nuova fase. Nei prossimi giorni i legali del Comitato promotore della mobilitazione presenteranno infatti una diffida al Comune di Livorno per chiedere una verifica delle scelte urbanistiche alla luce della normativa europea sulla tutela del verde. L’obiettivo è fermare il progetto edilizio e salvaguardare l’area ricorrendo, se necessario, alle vie legali.
La decisione è maturata dopo un incontro con avvocati e consulenti ambientali. Al centro dell’iniziativa c’è il Regolamento Ue 2024/1991, la cosiddetta Nature Restoration Law, e in particolare l’articolo 8, che stabilisce l’obiettivo di evitare, entro il 2030, una perdita netta della superficie complessiva nazionale di verde urbano e copertura arborea nelle aree individuate dal regolamento, rispetto ai livelli del 2024.
Il Comitato chiede quindi all’amministrazione di verificare la compatibilità del progetto con gli obblighi europei. La norma, tuttavia, non vieta automaticamente di costruire su ogni singola area verde: la sua applicabilità al caso di via Goito dovrà essere valutata sulla base degli strumenti urbanistici e del quadro normativo pertinente.
Per i promotori la tutela dell’area significa preservare la biodiversità, contrastare le isole di calore e proteggere la qualità della vita cittadina. La diffida rappresenta il primo passaggio formale di una strategia che potrebbe proseguire nelle sedi giudiziarie, qualora ne ricorrano i presupposti.
Parallelamente all’iniziativa legale, i promotori intendono organizzare una manifestazione davanti alle sedi della Regione Toscana, a Firenze, per chiedere una presa di posizione sul futuro degli orti urbani e sull’applicazione delle disposizioni europee.
“Vogliamo sapere cosa ne pensa la Regione di quello che sta succedendo a Livorno”, affermano, chiedendo di estendere il confronto oltre il rapporto con il Comune.
Intanto l’imprenditore Stefano Frangerini ha saldato il prezzo dell’area, aggiudicata per 1 milione e 160 mila euro. Il pagamento, annunciato il 16 ottobre, non coincide necessariamente con il completamento di tutti gli adempimenti per il trasferimento e la consegna materiale del terreno.
Il progetto prevede, secondo le ipotesi illustrate dall’imprenditore, la realizzazione di circa 40-50 appartamenti e la restituzione alla città di una parte dell’area destinata a verde pubblico. Frangerini ha assicurato che l’intervento rispetterà le norme urbanistiche e sarà realizzato cercando di ridurne al minimo l’impatto ambientale.
Il Comitato, da parte sua, continua invece a chiedere la salvaguardia dell’intera area e la sua destinazione a parco urbano, opponendosi alle nuove edificazioni. Il confronto resta aperto anche sulle ipotesi di riduzione dell’impronta edilizia.
Sulla vicenda è intervenuto il prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, che lascerà l’incarico il 1° novembre, il quale ha assicurato il proprio impegno per favorire il dialogo fino alla conclusione del mandato.
“L’obiettivo è favorire un confronto serio e individuare ogni possibile soluzione che consenta di tutelare i diritti e gli interessi coinvolti, compresi quelli ambientali che meritano piena considerazione”, ha affermato.
La prossima mossa sarà dunque la diffida al Comune. Il Comitato punta a ottenere una verifica formale delle scelte urbanistiche alla luce della Nature Restoration Law, riservandosi di procedere nelle sedi competenti. L’eventuale violazione delle disposizioni europee non è al momento accertata, ma sarà proprio questo uno dei nodi che i promotori intendono sottoporre a verifica.
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