Da Venezia nelle sale il film “Vittoria e Abdul” di Stephen Frears
28 Ottobre 2017
(Donatella Nesti) Livorno, 28 ottobre 2017. All’ultimo festival di Venezia Judi Dench, la ottantaduenne attrice britannica, capelli bianchi, occhi azzurri (nella foto) è stata una delle principali star della manifestazione. Il suo segreto lo rivela disinvoltamente nelle interviste come quella rilasciata a Silvia Bizio nell’inserto di Repubblica del 12 ottobre «La calma. Non ho mai avuto fretta. Non ho mai corso, e ora che non lo posso fare non si nota la differenza», dice ridendo. Il sense of humor non le è mai mancato nonostante una malattia alla retina, «Ci vedo malissimo; al ristorante la gente mi saluta e io niente: quando la luce è fioca percepisco solo ombre. Se poi la cena è a lume di candela sono praticamente cieca. Fortuna che le cene romantiche non capitano tutti i giorni».
In quesi diari, Basu ha scoperto la storia della Regina Vittoria e del suo amato Munshi, Abdul Karim. Scritti a mano da Vittoria in urdu e conservati nell’Archivio Reale, i diari sono stati lasciati totalmente fuori da tutte le versioni occidentali della storia vittoriana perché nessuno storico sapeva leggere l’urdu. Basu riporta: “Capisco l’urdu ma non lo leggo. Abdul aveva scritto delle righe in carattere romano per Vittoria e io ho capito quelle. La parte solo in lingua urdu l’ho fatta tradurre. C’erano 13 volumi.” Da queste pagine è emerso il rapporto tra Vittoria e Abdul un’iniezione di vitalità per la stanca ed ammalata regina commenta la Dench: “E’ stato abbastanza facile immaginare come Vittoria – a quel punto annoiata e un po’ stanca – improvvisamente tirò su lo sguardo e vide qualcuno con cui poter almeno parlare e qualcuno almeno piacevole da guardare. Lui era venuto al Giubileo per donarle una moneta ma, vedendolo, lei non mostrò grande interesse per la moneta… Abdul è stato un’iniezione di gioventù ed entusiasmo per Vittoria. Lei si godeva la conversazione con lui e lui le ha anche fornito qualcosa di nuovo da imparare –una lingua, una cultura. In quel momento per lei Abdul è stato come una trasfusione di sangue. Lei lo adorava e voleva andare avanti per lui.”
Storia e fiaba si intrecciano nel film gradevole e divertente grazie anche all’ambientazione ed alla ironica interpretazione di Judi Dench, peccato che la maggior parte degli spettatori non possano gustarlo in lingua originale come sarebbe giusto. donatellanesti@libero.it
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