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16 Aprile 2024

Un particolare della locandina del film Houria (foto fornita da Nesti)

Per Marzo Donna proiezione di Houria, la voce della libertà ai Quattro Mori


(Donatella Nesti) Livorno, 1° marzo 2024 – L’8 marzo si celebra ovunque quella che qualcuno continua erroneamente a chiamare la festa della donna. Parlare di festa non è corretto, dovremmo ricordare che è una giornata dedicata alla riflessione sulle conquiste politiche, sociali, economiche del genere femminile, dunque dovremmo chiamarla la Giornata Internazionale della donna. Dal dopoguerra ad oggi sono tantissime le conquiste per i diritti civili ottenuti con l’impegno costante delle donne basti ricordare l’abolizione del delitto d’onore, il divorzio, l’aborto, il codice rosso. Non si può comunque fare a meno di chiedersi se, in tempo di mimose ormai appassite per il cambiamento climatico e della lunga scia di sangue lasciata dalle numerosissime vittime di femminicidio, non sia ipocrita continuare a celebrarla. Certamente forse qualcosa sta cambiando a giudicare dalle donne ai vertici del potere, dei partiti, delle regioni, degli organismi internazionali e soprattutto dalla folta schiera di scrittrici, registe, giornaliste impegnate a denunciare i crimini di guerra, gli stupri, le violenze che le donne sono costrette subire in ogni parte del mondo.

Come ogni anno le associazioni che si occupano del tema si uniscono per proporre al cinema 4 Mori un film di registe emergenti spesso provenienti dall’Iran, dal Medio Oriente, dal Maghreb e dalle zone dove i limiti alle libertà delle donne sono occultati da lunghi e neri abiti. Per ricordare tutte le discriminazioni quest’anno l’associazione ‘Ippogrifo’ del Centro Donna e l’associazione ‘Capire un’H’ hanno scelto per la sera del 6 marzo un film della regista franco-algerina Mounia Meddour Gens un’emozionante storia di rivalsa e accettazione con la stella emergente Lyna Khoudri. ”Houria –la voce della libertà” si svolge ad Algeri ed ha come protagonista Houria, giovane e talentuosa ballerina, vittima di una violenta aggressione che la lascia con le gambe spezzate e le strappa, insieme al sogno di una carriera nella danza, la voce. Solo grazie al supporto di un gruppo di donne vittime come lei di violenza, potrà imparare a rimettersi in piedi e troverà, proprio nella danza, un nuovo modo di esprimersi: un silenzioso grido di libertà capace di sollevarsi con forza fino al cielo. E colpire direttamente al cuore.

La regista confessa di aver attinto all’esperienza personale ” A seguito di un incidente e conseguente doppia frattura della caviglia, dovetti fare una lunga riabilitazione che mi impedì di muovermi per diverso tempo. In questo film volevo quindi parlare di isolamento, solitudine e disabilità, ma soprattutto di ricostruzione. Houria, alla fine, dopo questa sua rinascita, diventerà ancora più forte. Diventerà sé stessa. Così ho immaginato il personaggio di Houria: un’eroina resa grandiosa dalla sua perseveranza, come l’Algeria che è ferita ma ancora in piedi”

Il film verrà proiettato mercoledì 6 marzo al cinema 4 Mori alle 17 e alle 21.15.

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