Migrazioni e melting pot
14 Agosto 2017
(Luciano Giannoni) Piombino, 14 agosto – Sempre più spesso capita di leggere articoli o dichiarazioni di uomini e donne di sinistra, radical-chic, sull’ineluttabilità delle migrazioni dei popoli. E spesso, come esempio, questi citano le invasioni barbariche, che funestarono la fase finale dell’Impero romano, vedendo anzi un radioso futuro nel “melting pot” culturale e “genetico” che le migrazioni dovrebbero produrre.
Ecco, giusto per la precisione, vorrei ricordare che il risultato delle “migrazioni” di Goti, Vandali, Iutungi, Alani, e così via, fu un arretramento di quasi mille anni, per le province dell’Impero romano, che erano altamente civilizzate, sotto il profilo economico e culturale, dato che tali popolazioni barbariche erano rimaste ancora all’età del primo ferro, più o meno equivalente a un migliaio di anni avanti Cristo. E lo stesso, detto per inciso, sembra essere oggi, fatte le dovute proporzioni ed i doverosi raffronti, tra gran parte dei popoli migranti e il sistema sociale e culturale, il nostro, destinato ad ospitarli ed a modificarsi per garantire la loro indiscriminata accoglienza.
E’ questo, vien da chiedersi, il “melting pot” tanto desiderato?
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