Opinioni in pillole di Luciano Ferrari
11 Ottobre 2017
Livorno, 11 ottobre. Prevedibile,ma non evitabile la tecnologia nell’amministrazione pubblica. Prevedibile certa confusione, iniziale, ci si augura, ma poi sarà superata. Gli anziani ricorderanno una scenetta del dopoguerra,quando seduto di fronte a un banchino uno che sapeva scrivere, scriveva appunto le lettere dei soldati o cittadini che non sapevano scrivere. Oggi ci sono i figli e nipoti che aiutano a orientarsi nella tecnologia,passaggio inevitabile.
Il Che,Gandi,Teresa di Calcutta,sono miti universali,nessuno se ne può appropriare.
Rappresentano la libertà di pensiero e di azione,l’amore verso gli ultimi senza condizione.
Il treno è divenuto un luogo di violenza, adulti e ragazzini sfogano la loro rabbia senza che si sia trovato il modo per arginarla e combatterla. Nella letteratura il treno, si pensi a “Anna Karenina”, si pensi ai film western, è stato un luogo di amore e di speranza. Il treno isola la violenza e la esalta.In America le forze dell’ordine intervengono e pongono fine a questo fenomeno con forza e prontezza. L’isolamento esalta la violenza.
L’importante è apparire sulla stampa,alla televisione,in rete,qualunque cosa che faccia apparire,così in politica,nella moda, perfino nella scienza, tutti in piedi per dire “Io,io”. Ma di questo passo si creerà una gran confusione,pericolosa se si scherza con i missili.
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