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5 Agosto 2021

Un momento del discorso d'insediamento di Paola Spinelli (foto fornita dal Rotary club Livorno)

Paola Spinelli, prima presidente donna del Rotary Livorno: “Lavoriamo per il bene della città”


(Marco Ceccarini) Livorno, 18 agosto 2020 – Con Paola Spinelli, botanica ed agrotecnica, laureata in Scienze naturali a Pisa, il Rotary club Livorno ha per la prima volta nella sua quasi centenaria storia una presidente donna. La Spinelli è succeduta a Luciano Barsotti, avvocato, che ha guidato il più antico club rotariano livornese nell’annata 2019-20. Dal 1° luglio scorso, però, è lei a presiedere il club che fu di Giampaolo Lang, unico livornese ad essere stato presidente del Rotary club International. Rimarrà in carica fino al 30 giugno del prossimo anno.

Nata a Pisa il 6 agosto 1963, cresciuta a Livorno, garden designer e botanica, Paola Spinelli è sposata con l’avvocato Francesco Campora, e dal suo ingresso nel club ha coperto vari ruoli, tra cui quelli di presidente della commissione Rapporti con i giovani e il ruolo di prefetto nell’annata rotariana 2017-18.

Dottoressa Spinelli, iniziamo dall’aspetto personale. Per la prima volta, a Livorno, una donna assume la carica di presidente di un club rotariano. E’ sicuramente, per lei, un motivo di orgoglio. Ci vuol descrivere una sua emozione?

“Non voglio nascondere che sia stata una grande emozione, per me, quando una personalità rotariana come il past discrict governor Vinicio Ferracci mi ha avvicinato per chiedere ‘ti vorremmo proporre come presidente, cosa ne pensi?’. Proprio non me lo aspettavo. Ho sempre dimostrato la mia disponibilità al club, ma non pensavo di affrontare questo tipo di esperienza. Ho deciso di accettare, per la fiducia che mi è stata accordata e per la promessa che tutti noi soci facciamo, entrando a far parte del Rotary”.

Il Rotary è un club di service fondato nel 1905 a Chicago, Stati Uniti, dall’avvocato Paul Harris. Nel mondo, oggi, ci sono oltre 33 mila club con oltre 1 milione 200 mila soci. Il primo club livornese è quello che lei adesso presiede, sorto nel 1925, a cui negli anni si sono aggiunti il Mascagni e quello delle Colline livornesi. Ma che cos’è, esattamente, il Rotary club? Come può descriverlo a chi non lo conosce?

“Il Rotary è un club di service, il cui motto è ’servire al di sopra di ogni interesse personale’, in cui l’ideale del servire è inteso come motore e propulsore di ogni attività. Siamo uomini e donne, appartenenti a diverse professioni, uniti dagli stessi ideali e da una sensibilità civica che può dirsi grande, chiamati ad impegnarsi a favore del prossimo. Siamo persone che condividono i valori fondanti del Rotary, ossia il servizio, l’amicizia, la diversità, l’integrità, la leadership”.

Si dice che nel Rotary vige la prova delle quattro domande. In cosa consiste?

“Le quattro domande seguono un codice etico ufficiale valido per tutti i Rotary club nel mondo. Consiste nel porsi quattro domande relativamente alle azioni, i pensieri e le parole che esprimiamo nella vita associativa, e sono: risponde a verità? è giusto per tutti gli interessati? promuoverà la buona volontà e migliori rapporti d’amicizia, sarà vantaggioso per tutti gli interessati?”.

Sembra di capire, da quanto dice, che il Rotary non è, come molti immaginano, un club esclusivo di influenti personaggi, ma una libera associazione di cittadini impegnati in professioni e mestieri diversi accomunati dalla volontà di porsi, per quanto possibile, al servizio dell’umanità a partire da una sincera amicizia tra i soci. E’ così?

“Si, esattamente. Essere rotariano significa essere un’eccellenza nel proprio campo professionale e condividere il proprio know how a favore del prossimo”.

Il Rotary a livello mondiale è stato ed è tra i partner del progetto Polio plus con cui si può dire di aver sconfitto la poliomielite. Ma le attività sociali, educative e sanitarie del Rotary non si esauriscono certo con il sostegno al Polio plus. Quali sono gli altri programmi che, secondo lei, è doveroso ricordare?

“Sono veramente molti e non vorrei tralasciare cose importanti. I progetti che caratterizzano un anno rotariano, hanno sempre degli indirizzi socio umanitari e culturali spaziando dal sostegno alle azioni della Caritas alle associazioni volontarie che si occupano di malattie rare o degenerative, alle problematiche sociali più diverse. Inoltre sosteniamo la cultura ed i lavori connessi ad essa, i giovani, i programmi di scambio di esperienze tra giovani, le borse di studio, il Ryla e Rypen”.

Ed a Livorno? Nella nostra zona cosa ha fatto o sta facendo il Rotary?

“Con il contributo della Rotary foundation e della Banca di Castagneto Carducci abbiamo attivato un progetto District grants per il restauro e la valorizzazione del monumento a Ferdinando I de’ Medici, detto i Quattro mori, attualmente molto degradato, anche se figura identitaria della nostra città di Livorno. Attorno a questo progetto ne ruoteranno diversi altri, volti a rimettere in moto l’economia cittadina legata al turismo e la cultura. Inoltre proseguiremo nella valorizzazione della rotonda a barriera Margherita, grazie alla collaborazione dell’Accademia navale e naturalmente del Comune di Livorno”.

Altri progetti?

“Sicuramente. Sotto il profilo socio umanitario stiamo collaborando con Marida Bolognesi, presidente della Svs, per un progetto attivato dai volontari e dalle figure professionali dell’Svs a sostegno degli anziani con patologie degenerative e delle emergenze sociali. La città di Livorno ha una rete di servizi per gli anziani sottodimensionata. Ma anche la borsa di studio per l’archivio della stessa Svs, che quest’anno celebra i 130 anni di attività a favore dei cittadini livornesi, è un progetto su cui siamo impegnati. Inoltre stiamo perfezionando con la pubblica amministrazione un progetto di carattere ambientale. E’ un’iniziativa di imboschimento e rimboschimento su terreni di pubblica proprietà. Durante il lockdown abbiamo potuto apprezzare come la natura si sia ripresa i suoi spazi, migliorando la qualità dell’aria e delle acque, quindi con una maggiore consapevolezza dei benefici tutti potrebbero godere per un incremento del patrimonio verde nella città. Adesso ci auguriamo di individuare con l’amministrazione comunale degli spazi urbani per nuovi paesaggi verdi per un rapporto più equilibrato tra città e sistemi naturali, nella consapevolezza che la natura nei centri urbani può contribuire a migliorare la nostra qualità della vita, il benessere e le salute”.

Durante il periodo del lovkdown, al fine di mettere in campo azioni concrete a contrasto della pandemia da coronavirus Covid-19, come club avete promosso una importante raccolta fondi. Di cosa si è trattato?

“Premesso che l’impegno del Rotary è stato ed ancora è in questo senso a livello planetario, che iniziative di solidarietà e raccolta fondi si sono avute a livello locale, nazionale ed internazionale, come Rotary club Livorno abbiamo promosso, tra l’altro, una raccolta fondi, che ha superato i 60 mila euro, che sono stati donati all’azienda Usl per l’acquisto di macchinari diagnostici e terapeutici all’ospedale cittadino. La cittadinanza livornese, a dimostrazione del legame esistente, ha partecipato a questa bella iniziativa del nostro club”.

Per concludere, altre iniziative in programma da menzionare?

“I progetti su cui come club siamo impegnati sono molti, dal premio Napoli per la poesia ed i racconti brevi alle borse di studio e alle occasioni ricerca tese a favorire giovani eccellenze e studenti meritevoli. Nel mio mandato, infine, non mancheranno le iniziative a favore del Parco del Mulino e daremo come sempre il nostro contributo ai progetti internazionali tramite la Rotary foundation. L’impegno, di certo, non mancherà”.