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7 Luglio 2022

Il sindaco Salvetti ed i curatori della mostra su Grubicy (foto fornita da Nesti)

Un intellettuale artista e la sua eredità, su Grubicy la mostra che non ti aspetti


(Donatella Nesti) Livorno, 7 aprile 2022 – La mostra che non ti aspetti perché diversa dalle mostre monografiche a cui siamo abituati, quella appena inaugurata al Museo della città definita dall’assessore Lenzi ‘di estrema raffinatezza, è infatti un percorso originale ed insolito che permette al visitatore la conoscenza di un periodo dell’arte troppo spesso ignorato o comunque poco conosciuto. Una bella sorpresa per i giornalisti che hanno partecipato all’anteprima del 7 aprile ma anche per il pubblico che dall’8 Aprile fino al 10 luglio avranno modo di percorrere l’esposizione. Questa ricchissima mostra, nata da un progetto di Sergio Rebora e Aurora Scotti, promossa da Fondazione Livorno e realizzata da Fondazione Livorno – Arte e Cultura insieme al Comune di Livorno, segue più fili paralleli di racconto: l’uomo, innanzitutto, le sue passioni, le sue scelte di vita, gli ambienti italiani e internazionali che ebbe a frequentare – mai passivamente – e l’arte del suo tempo, che seppe precorrere, guidare, promuovere e poi lui stesso interpretare. Alla presentazione per la stampa, oltre ai curatori, erano presenti il sindaco Salvetti, l’assessore Lenzi e per la Fondazione Livorno Olimpia Vaccari

Vittore Grubicy De Dragon, al Museo della Città di Livorno, offre realmente ciò che promette nel titolo ovvero, osservare come e quanto questa nuova figura di Intellettuale sia stata al tempo un singolare artista oltre che gallerista e scopritore di talenti, e come abbia inciso sulla scena artistica internazionale tra il divisionismo e il simbolismo.

E con l’arte, il nuovo che era in arrivo, di cui coglie le opportunità, innanzitutto quelle offerte dai progressi delle tecniche di riproduzione, perfette per creare un nuovo mercato o allagarlo. Il tutto in anni in cui si transita dalla scapigliatura, al divisionismo giungendo sino agli esordi del futurismo. Come puntualmente, e con ricchezza di testimonianze, la mostra livornese documenta.

È lo stesso Vittore, ritratto in diversi momenti della sua vita, a introdurre il visitatore nelle nove ampie sezioni dell’esposizione che, grazie anche alla possibilità di attingere ai materiali inediti conservati dagli eredi di Ettore Benvenuti (dipinti, disegni, incisioni, documenti, fotografie, oggetti d’arredo, suppellettili…) consentono di proporre una dimensione privata dell’uomo, sino a oggi poco, o mai, esplorata. I Grubicy appartengono a un nobile casato magiaro trapiantato a Milano. Mamma Antonietta è pittrice per diletto ma in casa ci sono i dipinti degli artisti più promettenti del momento, che è quello tra gli anni ’70 e ’80 dell’Ottocento.

Il fratello Alberto gestisce in proprio la Galleria Gubricy, che ebbe un ruolo importante sino ai primissimi anni’20 del Novecento. Vittore imbocca invece la strada di critico e promotore, curando le prime retrospettive di Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, sostenendo e ospitando nella propria dimora Giovanni Segantini ai suoi esordi che spinge ad approfondire la conoscenza di Millet e del naturalismo francese, ma occupandosi anche del giovane Angelo Morbelli, di Achille Tominetti e di Serafino Macchiati. Intuendo le potenzialità internazionali dell’arte italiana, propone all’Expo di Londra del 1888 la memorabile “Italian Exhibition”. Nei Paesi Bassi, dove vive a lungo, frequenta e stringe rapporti con i maggiori esponenti della Scuola dell’Aja e comincia egli stesso a disegnare e dipingere. Viene poi l’innamoramento per il Giappone e l’Estremo Oriente. Impara lingua e scrittura giapponesi e raccoglie testimonianze notevolissime di quella civiltà che porta in Europa. Nel contempo sostiene le prime istanze simboliste milanesi: Previati, innanzitutto, ma anche Conconi e Troubetzkoy.

Grubicy è molto attento anche alle arti industriali riconoscendo le qualità di eccellenza delle opere di Bugatti o di Quarti, ma apprezzando anche altre produzioni artigianali, e collezionando ceramiche rinascimentali.

“La presenza di un cospicuo nucleo di opere dell’artista nelle collezioni della Fondazione Livorno e la disponibilità pubblica del suo ricchissimo e prezioso archivio presso il Mart di Rovereto hanno offerto nuovi innumerevoli spunti di studio e sono alla base anche della mostra, che intende proporre il personaggio nella sua veste pubblica di intellettuale, artista e promoter ma anche nella sua dimensione privata e più nascosta di uomo del suo tempo, con le sue debolezze, le sue idiosincrasie, la sua generosità e i suoi slanci sentimentali” sottolineano i curatori Sergio Rebora e Aurora Scotti. Accompagna la mostra un catalogo, edito da Pacini Editore, riccamente illustrato. Una vera e propria monografia con saggi e documenti inediti

INFORMAZIONI UTILI

VITTORE GRUBICY DE DRAGON

Un intellettuale-artista e la sua eredità

Aperture internazionali tra divisionismo e simbolismo

8 aprile – 10 luglio 2022

Museo della Città di Livorno – Piazza del Luogo Pio

Sito: www.museodellacittalivorno.it

Museo della Città, tel . 0586 824551

museodellacitta@comune.livorno.it

Orari della mostra

Dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 20.00

sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 22.00

Gli orari della mostra potranno subire modifiche anche per eventuali disposizioni normative connesse all’emergenza sanitaria Covid-19.

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