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28 Ottobre 2020

Bacci, Romano e la Velo: 76 milioni su Livorno con le proposte del Pd


Livorno, 27 febbraio – Nel bel mezzo di una campagna elettorale dai toni parossistici i tre candidati Pd livornesi al Parlamento, Silvia Velo, Andrea Romano e Lorenzo Bacci, hanno illustrato quattro delle cento proposte del programma dem, che prevedono una ricaduta economica di 76 milioni di euro sul territorio provinciale di contributi sotto forma di incentivi e sgravi fiscali.
“Toni troppi accesi e livello di guardia ampiamente superato in questi giorni – ha esordito Silvia Velo- Da qui la decisione di parlare delle nostre proposte, che sono concrete, non campate in aria, e del loro impatto sul territorio”.
Aiuti alle famiglie: 80 euro al mese per ogni figlio fino ai 26 anni d’età, che inciderà per 50 milioni di euro sulla provincia di Livorno. “Una misura – ha aggiunto Romano – che interessa anche gli incapienti sotto forma di assegno, che decresce con l’aumento del reddito e che si aggiunge ai 240 euro di detrazione mensile per ciascun figlio a carico fino ai 18 anni”. (nella foto Romano)
Reddito base di emancipazione: i giovani italiani lasciano la famiglia per andare a vivere da soli quattro anni più tardi dei coetanei europei. Il Pd propone che un under 30 con contratto d’affitto possa ottenere 150 euro al mese di detrazione fiscale fino a trentamila euro di reddito. L’impatto su Livorno sarebbe pari a due milioni di euro con la possibilità di creare nuove opportunità per i giovani.
Sgravi fiscali: un provvedimento propone la riduzione dell’Ires, imposta sul reddito delle società, per le piccole e medie imprese, già ridotta dal 27,5 a 24 per cento nella scorsa legislatura. Il Pd si è impegnato a ridurla al 22 per cento, pari a 17 milioni di euro di ricadute sulle imprese livornesi.
Gli ottanta euro mensili, che furono criticati quando il governo attuò il provvedimento, sono diventati ormai parte integrante del reddito familiare e sono tanti i politici che non vogliono ricordarlo. Il Pd propone di estenderli ai lavoratori autonomi e con partita Iva: altri sette milioni di euro su Livorno.
“Le proposte – ha concluso Lorenzo Bacci – sono in sostanza 76 milioni di euro, che rendono credibile il programma a differenza degli altri gruppi politici. Il reddito d’inclusione, già in vigore, con il contributo per la fascia fino a sei anni d’età ha già consentito di far ricadere su Livorno un milione e mezzo di euro”. (nella foto, Nogarin)
Il sindaco Filippo Nogarin, da parte sua, in queste ore ha criticato Andrea Romano, che in diretta su La 7, aveva detto, come evidenziato dalla commissione consiliare sul bilancio di previsione, che lo stanziamento sul reddito di cittadinanza era diminuito di 150mila euro. Sul sostegno alle fasce deboli invece Nogarin ha sostenuto che nel 2015 per le social card c’erano a bilancio 368mila euro, nel 2016 sono stati stanziati 406mila euro, quindi nessun taglio. Nel 2016 cancellata la tassa sull’ombra a 160mila esercizi commerciali. Nel 2017 e 2018 riduzione Tari a imprese e famiglie del 4,5 per cento. Nel 2018 ridotto del sessanta per cento le rette dei nidi. Quindi stanziati ad oggi 282mila euro per il reddito di cittadinanza e anche ritorno a due anni or sono. Nogarin lo attribuisce al taglio dei trasferimenti statali e regionali nei confronti del Comune di Livorno, da 3,7 milioni del 2007 ai 930mila del 2017. Ormai è polemica continua.