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domenica 22 ottobre 2017

A Pisa minoranza in Comune contro Piattaforma Europa: colpita e affondata


(Massimo Masiero) Livorno, 7 ottobre. La minaccia adesso per Livorno arriva dall’opposizione pisana in consiglio comunale. Si è discusso tre ore su altrettanti documenti, presentati dai dodici consiglieri di Forza Italia e M5s e altri, giovedì scorso, sui danni che potrebbe provocare la Piattaforma Europa, essenziale allo sviluppo del porto e dell’area industriale costiera, sull’intero litorale pisano. Parco Migliarino San Rossore Calambrone, Tirrenia, Marina di Pisa, sarebbero a rischio. Risolto il problema delle porte Vinciane, la cui apertura all’imbocco dello Scolmatore per decenni ha provocato l’insabbiamento di quei fondali, reso difficoltosi i traffici marittimi, suscitato polemiche infinite terminate a fine lavori di cui finora nessuno in zona pisana si era preoccupato, ecco che di nuovo, per la verità con molto anticipo sull’approssimarsi delle elezioni a giugno per il nuovo sindaco, la minoranza consiliare pisana si è sentita in dovere di farsi viva a difesa del turismo litoraneo e di quel comparto ricettivo. Ha espresso “preoccupazione e perplessità per l’eventuale impatto che l’infrastruttura (Piattaforma Europa n.d.r.) avrà sulla costa, accelerandone il processo di erosione, con impatti negativi sia sull’ambiente che sull’economia del territorio, tutta incentrata sul turismo e sulla ricettività”. A seguire la proposta “soft” di effettuare uno “studio” sul complesso, poi l’affondo finale con la richiesta “di sospendere l’iter esecutivo ed attuativo del progetto”, contenuta in uno dei tre documenti. Un’inezia, si fa per dire, quando la Piattaforma Europa si sta concretizzando con il bando di concorso e prende il largo, accelerando i tempi, proprio nelle stesse ore in cui si discute in consiglio. Comunque Autorità Portuale di Livorno e Regione hanno ripetuto che l’impatto ambientale è sempre stato considerato preminente, come lo è anche per i Comuni pisano e livornese e il Parco, che proseguono nel loro monitoraggio costante, linea riconfermata anche dal sindaco Marco Filippeschi.
Pertanto ordini del giorno respinti e affondati. La manovra, almeno per ora, è andata a vuoto. A Pisa, questa levata di scudi delle minoranze, non ha avuto risonanza. A Livorno non è mancato chi ha fatto notare, che l’insabbiamento nello scalo livornese, negli anni scorsi, è parso non abbia suscitato un così grande allarme sulla sponda nord costiera.

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