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29 Maggio 2020

Accolto con molti applausi, il film su Judy Garland è apprezzato anche a Livorno


(Donatella Nesti) Livorno, 2 febbraio 2020 – Era stato accolto con molti applausi, Judy, il film su Judy Garland, dal pubblico della festa di Roma ed è ora nelle sale italiane in attesa della cerimonia degli Oscar con Renée Zellweger, nel ruolo di Judy, candidata come migliore attrice. La pellicola è arrivata, chiaramente, anche nei cinema di Livorno, dove è molto apprezzato.

Il film Judy di Rupert Goold, Regno Unito, 2019, oltre a Renée Zellweger, ha nel cast Jessie Buckley, Finn Wittrock, Rufus Sewell, Michael Gambon, Richard Cordery. Nell’inverno del 1968, Judy Garland arriva a Londra per esibirsi in una serie di concerti. Sono passati trent’anni da quando ha conquistato la fama con Il mago di Oz: la voce è appannata, ma la verve è sempre più fulgida. Si prepara per lo spettacolo, incanta i musicisti, ricorda i bei tempi con amici e fan adoranti, mentre il suo brio e il suo calore non fanno che crescere. Anche il suo lato romantico non è offuscato e la spinge a farsi travolgere da un’appassionata storia d’amore con Mickey Deans, che diventerà il suo quinto marito. Eppure Judy è una donna fragile: dopo aver lavorato per quarantacinque dei suoi quarantasette anni, è esausta, ossessionata dai ricordi della sua infanzia perduta a Hollywood, assillata dal desiderio di tornare a casa dai suoi figli. Una vita trascorsa, letteralmente, sul palcoscenico. Un’infanzia e un’adolescenza rubatale dagli agenti che lucrarono sulla sua carriera, facendola sempre e solo lavorare. Una voce angelica, un quotidiano infernale: divorzi, figli lontani, farmaci per rimanere magra, farmaci per rimanere sveglia, farmaci per dormire. Emozionante la scena in cui Judy chiede all’assistente Rosalyn di poter tornare con lei al Talk of the Town, solo per dire addio. Judy ricorda il momento in cui nel 1939 decise di mettere l’adulazione dei suoi fan prima di ogni altra cosa.

Dopo tutti questi anni, Judy non è ancora in grado di resistere al pubblico. Chiede il permesso di salire sul palco per un’ultima volta. Sebbene la sua esibizione sia trionfale, la sua voce vacilla mentre si avvicina alla fine di Over the Rainbow . Ma il suo pubblico non la abbandona e, guidato dagli amici Stan e Dan, si alza in piedi e canta con lei la canzone.

“Lei inizia a cantare ed è un momento magico”, dice il regista, “e poi la sua voce si spezza e il pubblico deve cantare per lei, per finire la canzone”.
Reneè Zellweger, magrissima, si è allenata per mesi per poter cantare come Judy e senza banalizzare la grande diva con una semplice imitazione incarna perfettamente questa diva morta a soli 47 anni, con la sua solitudine e la sua disperazione. La Zellweger ha alimentato l’energia e l’entusiasmo del cast e della troupe durante le riprese: “L’atmosfera sul set era così celebrativa. È difficile immaginarlo, ma era come se le telecamere, tutta la troupe e tutti gli artisti, ognuno di noi fosse lì, ogni giorno, per celebrarla. Cinquant’anni dopo la sua morte, era una cosa così bella da fare; questa è stata una vera celebrazione di Judy Garland”.

Con così tante storie contrastanti già esistenti sulla Garland, la speranza dei filmakers è che il film getti una nuova luce su una figura spesso fraintesa e travisata, dotata di un talento grandioso.