Vai a…

Costa Ovestsu Google+Costa Ovest on YouTubeCosta Ovest on LinkedInCosta Ovest on TumblrRSS Feed

29 Settembre 2020

Alluvione Livorno: altri 28 milioni di euro dalla Regione con legge speciale


Livorno, 26 settembre. “Nella seduta di ieri della Giunta regionale abbiamo approvato una proposta di legge che abbiamo immediatamente trasmesso al Consiglio regionale per l’approvazione. Prevede lo stanziamento di 28 milioni di euro destinati a Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo. Venti serviranno per gli interventi di messa in sicurezza indifferibili ed urgenti, 8 per l’assistenza immediata alla popolazione. Prosegue così l’impegno della Regione verso la popolazione e le imprese di quest’area”.
Lo ha sottolineato questa mattina negli uffici del Genio Civile di via Nardini 31, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che parlava in conferenza stampa come Commissario per il post alluvione, illustrando il provvedimento insieme agli assessori regionali Federica Fratoni e Cristina Grieco il provvedimento approvato dalla giunta. All’incontro hanno partecipato anche la vice-sindaco di Livorno Stella Sorgente, i sindaci di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, e di Rosignano Alessandro Franchi e il consigliere regionale Francesco Gazzetti.
“L’intera cifra – spiega poi Rossi – che comprende anche i 3 milioni di euro stanziati nell’immediatezza della tragedia, sarà nelle disponibilità del Commissario, così come i 15,5 milioni di euro stanziati finora dal Governo. Insomma con questo ulteriore intervento salgono a 43,5 i milioni di euro che utilizzeremo per aiutare la città e i suoi abitanti a rialzarsi dalla tremenda prova che hanno dovuto subire”.
Rossi proveniva dalla riconsegna dalla Regione Toscana al Comune di Livorno dei due ponti, quelli di via Remota sul rio Ardenza e quello di via delle Vallicelle sul rio Maggiore, posizionati a tempo di record e riaperti alla circolazione dei veicoli per l’utilizzo da parte della popolazione.
“I ponti sono stati ricostruiti a tempo di record – ha detto Rossi al momento della firma dell’atto di consegna – Stiamo tuttavia continuando a lavorare in tante altre località della zona di Livorno, in altre situazioni e sugli argini, per la ricostruzione di altri ponti e di strade”. L’atto di consegna è stato firmato, oltre che da Rossi, dall’assessore Giuseppe Vece del Comune di Livorno.
Il commissario si è poi incontrato, con gli amministratori locali e i rappresentanti della Camera di commercio.
Per la ricognizione dei danni subiti dalle attività economiche e produttive Rossi si avvarrà infatti del supporto della Camera di Commercio Maremma e Tirreno, sede di Livorno, che aiuterà anche alla diffusione delle informazioni relative alle opportunità e nella compilazione delle schede di ricognizione dei danni subiti.
“Mentre utilizzeremo – dice ancora – i 20 milioni della Regione insieme ai 15,5 stanziati dal Governo per gli interventi di messa in sicurezza, abbiamo deciso di utilizzare gli 8 milioni di euro di risorse regionali per l’assistenza immediata alla popolazione concedendo contributi a fondo perduto compresi tra i 5.000 e gli 8.000 euro, dipendentemente dal reddito degli aventi diritto. Si tratta di risorse aggiuntive, cumulabili con ulteriori eventuali contributi attivabili per effetto di provvedimenti nazionali. Insomma abbiamo inteso fornire un primo e pronto aiuto, in attesa che la burocrazia faccia il suo corso”.
I moduli possono essere ritirati o presso gli uffici livornesi del Commissario in via Nardini, o presso i tre Comuni e poi dovranno essere riconsegnato entro la metà di ottobre in via Nardini per permettere una rapida rendicontazione da inviare alla Protezione civile nazionale.
Possono farlo tutti coloro che sono stati gravemente danneggiati dall’alluvione e il cui nucleo familiare ha un Indicatore della situazione economica (Isee) non superiore a 36.000 euro. In questo caso si può ottenere un contributo fino a 5.000 euro. Se invece si ha un Isee inferiore ai 20.000 euro il contributo può salire a 8.000 euro.
Il Commissario Rossi è impegnato per poter erogare i contributi a fondi perduto riservati ai privati entro la fine dell’anno.
“Vorremmo uscire da Livorno non solo avendo ricostruito quanto dobbiamo, ma con un patrimonio in più: un livello di sicurezza maggiore”. Questo uno dei passaggi del presidente Enrico Rossi intervenuto oggi in Consiglio regionale a ricapitolare quanto fatto dopo l’alluvione e i due comuni di Collesalvetti e Rosignano.
“Sulla base del piano messo a punto stiamo lavorando perché siano spesi bene i fondi messi a disposizione per migliorare la sicurezza dei corsi d’acqua che non hanno retto: l’Ugione, l’Ardenza, il Rio Maggiore, il Chioma. Ma dobbiamo impegnarci tutti perché si alzi la consapevolezza del rischio e la capacità di reazione sia nelle istituzioni che nei cittadini”. “Stiamo trattando un argomento non banale – ha proseguito – I climatologi ci hanno spiegato che questi eventi potranno ripetersi e la nostra regione vi è esposta. Abbiamo ben 350 pluviometri e altrettanti idrometri che ci permettono di misurare l’avanzamento della pioggia e i livelli delle acque nei fiumi. Adesso dobbiamo lavorare a che ci siano sempre comportamenti conseguenti a situazioni d i rischio. Il nostro livello di attenzione deve alzarsi”.
Rossi ha quindi ricordato le buone leggi sul governo del territorio che si sono fatte in Toscana. Fin dal 2012 è stato reso inedificabile il 10 per cento del territorio, vietando di costruire negli alvei e nelle vasche di esondazione. Su quella legge si è incardinato il decreto legislativo del paesaggio. E poi la legge 65 che sta entrando in vigore gradualmente, come è naturale, ma impedisce nuovo consumo di suolo, unica nel panorama nazionale: entro il 2019 tutti i Comuni dovranno avere il proprio regolamento urbanistico fondato sui principi della 65.
“Si può migliorare e approfondire, facciamolo con ponderazione – ha osservato Rossi – sapendo però che partiamo da una base ottima. Attenzione quindi alle regressioni e facciamo tesoro dell’insegnamento nelle parole di Machiavelli che nel XXV capitolo del Principe scrive che è in tempi di quiete che gli uomini devono costruire argini contro le tracimazioni dei fiumi”.