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28 Settembre 2020

Amasi Damiani compie e festeggia i novant’anni


Livorno, 24 settembre. Il cineasta livornese, Amasi Damiani, dopo aver raggiunto numerosi e prestigiosi traguardi, tocca quello fatidico dei suoi novanta anni! E chi se lo aspettava? Ancora pronto a entusiasmarsi per un soggetto o un’idea nuova, ancora pronto a far scattare il fatidico “Ciak: si gira”, attivo e innamorato del cinema, questo irrequieto “ragazzo” degli “anta”, con gli occhi vivi e birichini. festeggia con amici e ammiratori il compleanno. Martedì 26 settembre dà appuntamento a tutti al Circolo Arci di Colline “Luigi Norfini”, via di Salviano 53, dove ci riserva una sorpresa: un Giropasta con dessert alle ore 20.15, al quale seguirà la Proiezione del film “Amasi, Livorno e il mio Cinema”. Sì perché Livorno è stato il suo primo amore al quale è rimasto fedele per tutta la vita e i Livornesi sono stati, e continuano ad esserlo, i suoi grandi alleati, dai più famosi, Pietro Mascagni e Giorgio Caproni, all’uomo della strada.
“Il mio cinema – confida il regista – come gli attori livornesi, è una cosa che mi è rimasta nel cuore. Molti se ne sono andati, ma io le sento accanto a me”. Il filmato inizia con “Recital di Vittorio Gasmann” del 1957, quando il futuro Mattatore era stato ospite del Piccolo Teatro della Città di Livorno, di cui Amasi era direttore e regista: ed un altro personaggio figura tra i suoi ricordi, Andrea Camilleri. Si deve infatti alla collaborazione del papà di Montalbano con Padre Guidubaldi la nascita del Piccolo al Centro Artistico “Il Grattacielo” a Livorno.
Amasi è l’uomo dai tanti volti e dai molteplici interessi: sceglie come attore l’uomo della strada e lo immerge in una realtà complessa, spiritualmente e culturalmente elevata, ma viva e vissuta, nella quale lo guida con mano garbata, ma sicura. Le colonne sonore composte da musica classica e lirica completano la storia. Arte a 360 gradi, fusione tra le arti, studio dell’ambiente e dell’immagine. Ed è il regista dai grandi interessi umani e sociali, che nella scelta dei soggetti , scava anche nei drammi dei giovani e denuncia gravi problematiche del nostro tempo, fino ad essere considerato un personaggio scomodo: eppure niente lo frena, continua a proporre il suo punto di vista. Va da sé che, non scendendo a compromessi, produce senza sponsor e senza mezzi, senza il parco luci ad esempio, non ricerca il guadagno ed offre i suoi film in beneficenza. Regista outsider, si è formato alla scuola di Rossellini e di Totò, di Macario e Silvio Noto, ha esordito come scrittore e sceneggiatore con una lunga produzione negli anni Sessanta e Settanta, ma dagli anni Ottanta si volge a tematiche ostiche come la tossicodipendenza, l’autismo, la terza età, il trapianto degli organi, l’anoressia. Nonostante sia un autore ingiustamente “invisibile”, ha ricevuto premi importanti e prestigiosi e i suoi film sono stati proiettati in importanti festival e trasmessi in televisione. “La regia è finita” (1977) ha vinto l’Ippocampo d’oro, “L’ultimo giorno” (1985) la Targa d’oro per la regia e la Targa d’argento per l’attrice protagonista al Festival del cinema neorealista Laceno d’oro ( presidente Carlo Lizzani), “Una storia invisibile” 1988 il premio Beppe viola al Festival di Agrigento. Ed ancora “L’albero dei sogni” 2012, presentato al Festival Roma Art Meeting e proprio in quell’occasione il regista in(visibile) è stato premiato alla Protomoteca del Campidoglio come “Eccellenza Culturale” 2013.
“L’ultimo volo di una rondine” 2013 è stato premiato dalla Regione Toscana “ per aver saputo portare avanti, negli anni, con molteplici difficoltà, una proposta artistica aliena alle logiche commerciali”. Nel 2015, per la serie film “(In)visibile italiano” si sono tenute al cinema Trevi il 14 e il 15 novembre due giornate omaggio a Amasi Damiani.
Dopo cinquanta anni dall’inizio della sua carriera è tornato nella sua città per dirigere la scuola di cinema New Movie Race con l’obbiettivo di produrre un film ogni anno con i suoi allievi.
Ma nel frattempo non ha dimenticato la sua Livorno, dove ha girato film d’opera tratti dal repertorio di Mascagni: “Ratcliff”, “Silvano”, “Parisina”, film originalissimi che non ricalcano pedissequamente il melodramma, ma che lo fanno rivivere attraverso i ricordi e le fantasia dell’artista che ambienta le storie sullo sfondo dei tramonti livornesi, ai Bottini dell’Olio, nel Convento della Maddalena, negli interni delle vecchie case, delle ville storiche, nei dintorni di Livorno, sul Romito, nella campagna di Cecina, Fornacette, Terricciola…E non dimentichiamo i documentari su Giorgio Caproni, testimonianza artistica di suggestiva bellezza, ai quali vanno ad aggiungersi due capolavori dedicati a Michelangelo Buonarroti e Leonardo da Vinci: “La bellezza Divina: io e Michelangelo” e “Il piacere di essere un genio: Leonardo”. Oggi, in attesa di proiettare la Rassegna, commenta: “ Questo mio lavoro ha due scopi: fare vedere Livorno come la vedo io e fare un omaggio a tutti quelli che mi hanno seguito in questi ultimi anni”.
Agli interessati della serata. Giropasta con dessert e proiezione euro 15. Sola proiezione euro 5 . Prenotazioni: 0586. 860200