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mercoledì 20 Novembre 2019

Aspettando Modì


(Donatella Nesti) Livorno, 2 novembre 2019 – Al di là delle false teste della celebre burla (Il ritrovamento avvenne nel luglio del 1984) e quelle autentiche esposte a Villa Maria molti livornesi non hanno mai visto dal vivo i dipinti e le opere del loro celebre concittadino che i francesi, con il nome di Modì, considerano un loro pittore che riposa nel cimitero parigino di Père Lachaise accanto alla giovane moglie Jeanne Hebuterne suicidatasi il giorno dopo la morte di Amedeo.

In Italia e nel Canton Ticino molte le mostre dedicate al tormentato Amedeo tra le quali da non dimenticare quella bellissima allestita a Lugano nel 1999 con ben settanta opere tra dipinti e sculture e quella dal titolo” Modigliani Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter” a Roma, Palazzo Cipolla Via Del Corso, dell’ aprile 2014 riproposta al Palazzo Blu di Pisa nell’autunno dello stesso anno. Dopo il grande successo alla Pinacothèque de Paris e al Palazzo Reale di Milano, la mostra, a cura di Marc Restellini, giunge per la prima volta nella nostra città si potranno ammirare i capolavori appartenenti alla ricca collezione di Jonas Netter (1867 – 1946), acuto riconoscitore di talenti. La mostra presenta oltre 120 opere di straordinaria bellezza: oltre a Modigliani anche Soutine , Utrillo , Suzanne Valadon , Kisling e altri artisti che vissero e dipinsero a Montparnasse agli inizi del Novecento durante i cosiddetti “anni folli”, in cui il noto quartiere parigino divenne centro culturale di avanguardia e luogo di incontro di artisti e intellettuali. In questo turbine di cambiamenti e trasformazioni, Jonas Netter ricoprì indubbiamente un ruolo fondamentale. Di tutti i pittori con cui venne in contatto, il collezionista alsaziano rimase maggiormente colpito dall’arte del giovane livornese e fu tra i primi ad acquistare le sue opere.

Di Modigliani Netter ammirò l’originalità del genio creativo, amò profondamente i suoi volti femminili stilizzati su lunghi colli affusolati, come Elvire con colletto bianco (Elvire con collettino) del 1918 e Fanciulla in abito giallo (Ritratto di giovane donna con collettino) del 1917, entrambi esposti insieme a Ritratto di Zborowski (1916) e Ritratto di Soutine, questo realizzato nel 1916 dopo l’incontro tra i due artisti che strinsero una solida amicizia, al punto che fu proprio Modigliani a presentare Soutine a Netter. Di quest’ultimo sono esposti in mostra oltre venti olii, tra cui Uomo con cappello, Scalinata rossa a Cagnes e La pazza. Di Modigliani il critico Luciano Caprile ha scritto “Amedeo ha raggiunto la perfezione costruendo la realtà dell’immagine al di là dell’anatomia, nonostante l’anatomia, estraendo la bellezza muliebre dal territorio profondo della sensualità, del sottile e tenace filo dell’esistenza da dipanare nella corsa rapida della matita”.

Potremo vedere le opere più iconiche di Modigliani e il ritratto di Jeanne Hébuterne, Jeune fille rousse, in cui l’amata compagna e artista, che si suicidò dopo la morte di Amedeo, compare di tre quarti, catturando con eleganza l’attenzione dello spettatore. E poi, i capolavori di altri grandissimi artisti come, tra gli altri, Chaïm Soutine, Andrè Derain, Maurice Utrillo, Suzanne Valadon e Mose Kisling. Chi non ha mai visto dal vivo i dipinti di Modì sarà colpito dallo sguardo dei volti apparentemente vuoto in realtà rivelatore dell’anima, un occhio trasparente, come diceva Dedo ”l’occhio c’è solo per piangere le lacrime di quelli che non hanno potuto raggiungere le stelle”.

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