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26 Settembre 2020

Cade la prima testa al Comune di Livorno, si dimette il portavoce Tafi. Ma il sindaco in serata gliela ricolloca al suo posto


Livorno, 14 settembre – Mentre il sindaco Filippo Nogarin polemizza con il governatore toscano Enrico Rossi e il vescovo Simone Giusti, mentre non si placano le polemiche sugli allarmi preventivi non diffusi ed i soccorsi non tempestivi, cade la prima testa al Comune di Livorno, guidato appunto dal pentastellato Nogarin. Non si tratta di un assessore, e neppure di un tecnico, ma del portavoce del sindaco, Tommaso Tafi, 33 anni, nato a Varese ma fiorentino d’adozione, giornalista professionista. Non è però un licenziamento. Tafi si è infatti dimesso ammettendo di aver commesso un “errore tecnico” su un comunicato messo in rete. A comunicare le dimissioni di Tafi è stato lo stesso portavoce. La sensazione è che le dimissioni saranno respinte da Nogarin. Ed infatti il sindaco scrive: “Respingo con decisione le dimissioni di Tommaso Tafi da mio portavoce. In questi giorni difficili per la città e per i livornesi, l’intera macchina amministrativa ha lavorato sotto pressione come mai prima d’ora e un errore può capitare a chiunque”. E ancora: “Tafi, che oggi ha compiuto un gesto nobile, dimostrando il massimo rispetto per Livorno e per la tragedia che sta vivendo, ha sempre dimostrato professionalità e affidabilità e gode della mia piena fiducia. Così come gode della mia più completa fiducia la Protezione civile comunale che, come dimostra il report completo pubblicato oggi sul sito del Comune di Livorno, ha saputo reagire prontamente di fronte a un’evento eccezionale e dalla portata distruttrice, che non era possibile prevedere e nemmeno arginare. Io credo che, alla luce del repentino cambio di condizioni meteo rispetto alle previsioni, sia stato fatto tutto ciò che era umanamente possibile per ridurre l’impatto sulla città. Ci sono state negligenze da parte di qualcuno? No. Qualcosa poteva essere fatto diversamente? Forse si. Sarebbe cambiato qualcosa? Nessuno può dirlo. Quel che è certo è che durante la notte tra sabato e domenica, nel bel mezzo del nubifragio, sia la protezione civile che i volontari delle associazioni sono rimasti in strada a prestare soccorso alle persone in difficoltà. Voglio però precisare, rispetto alla ricostruzione effettuata dalla Protezione civile, che io sono stato avvertito del disastro per la prima volta dal mio Capo di gabinetto, Massimiliano Lami, alle ore 6.46”.
“Ieri sera (mercoledì 13 settembre, ndr) alle 19.32 il Comune di Livorno ha diffuso un comunicato stampa relativo all’attività della Protezione civile nelle giornate di sabato 9 e domenica 10 settembre”, scriveva Tafi nella nota con cui ha comunicato le dimissioni. “A causa di un errore tecnico il comunicato è risultato incompleto: tutto il prezioso lavoro svolto dalla Protezione civile dalla mezzanotte di domenica in poi non è stato infatti pubblicato sul sito del Comune e non ha di conseguenza trovato spazio sui quotidiani odierni, che hanno descritto la macchina comunale come immobile di fronte alle allerta meteo diramate dalla Regione Toscana”. Secondo Tafi, il suo “errore tecnico” avrebbe provocato “un grave danno di immagine per il Comune di Livorno, per la Protezione civile e per il sindaco nei confronti di una città ferita”. Da qui, le dimissioni. Che però, a quanto si apprende, non sono irrevocabili. Ed infatti sono state revocate dal sindaco, avvisato solo all’alba dal suo capo di gabinetto.