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venerdì 17 agosto 2018

Cannes: premiati Marcello Fonte e Alice Rohwacher


(Donatella Nesti) 20 maggio 2018. Liberamente ispirato ad un terribile fatto di cronaca nera avvenuto alla Magliana di Roma 30 anni fa e presentato con successo a Cannes è già nelle sale “Dogman” l’ultimo film di Matteo Garrone. “Il film non vuole in alcun modo ricostruire i fatti come si dice che siano avvenuti.” Dichiara il regista: “Ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura dodici anni fa: nel corso del tempo l’ho ripresa in mano tante volte, cercando di adattarla ai miei cambiamenti. Finalmente, un anno fa, l’incontro con il protagonista del film, Marcello Fonte (nella foto) con la sua umanità, ha chiarito dentro di me come affrontare una materia così cupa e violenta, e il personaggio che volevo raccontare: un uomo che, nel tentativo di riscattarsi dopo una vita di umiliazioni, si illude di aver liberato non solo se stesso, ma anche il proprio quartiere e forse persino il mondo. Che invece rimane sempre uguale, e quasi indifferente.”
Eppure nonostante queste dichiarazioni la madre della vittima, nel film Simoncino (Edoardo Pesce) ma nella realtà l’ex pugile Giancarlo Ricci, ha sporto una denuncia per come è descritto il figlio, chiede un risarcimento ed il ritiro del film mentre programmi come “Chi l’ha visto” trasmettono una sua commovente intervista. Ma il film è un’altra cosa ha un interprete perfetto ed una ambientazione a Castel Volturno da brividi, un luogo di frontiera che diventa anche metafora della società in cui viviamo. Non si può fare a meno di ripensare alla definizione che Aristotele dava della tragedia tanto amata dal pubblico greco «Tragedia dunque è mimesi di un’azione seria e compiuta in se stessa, con una certa estensione in un linguaggio abbellito di varie specie di abbellimenti, ma ciascuno a suo luogo nelle parti diverse; in forma drammatica e non narrativa la quale, mediante una serie di casi che suscitano pietà e terrore, ha per effetto di sollevare e purificare l’animo di siffatte passioni. ….. » Un effetto catartico che liberi la parte vendicativa che abita in ciascuno di noi sembra voler dire Garrone nel suo film dove il rapporto vittima-carnefice è destinato a ribaltarsi come spesso avviene nella realtà.
In una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia, dove l’unica legge sembra essere quella del più forte, Marcello il ‘canaro’ è un uomo piccolo e mite, un poco come nella realtà è Pietro De Negri, che divide le sue giornate tra il lavoro nel suo modesto salone di toelettatura per cani, l’amore per la figlia Alida e un ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino, un ex pugile che terrorizza l’intero quartiere. Dopo l’ennesima sopraffazione, deciso a riaffermare la propria dignità, Marcello immaginerà una vendetta dall’esito inaspettato. Un film dalla regia e fotografia impeccabili dove trionfa il brutto in ogni cosa l’ambiente, le persone, gli interni, i rapporti eppure arrivando in fondo alla cattiveria ed alla estetica della bruttezza si coglie il respiro di una liberazione di una ‘catarsi’ appunto come scriveva il sommo filosofo. Bravissimo Marcello Fonte premiato con la Palma d’oro per la migliore interpretazione maschile un successo per il cinema italiano che ha anche conquistato il premio per la sceneggiatura con il film “Lazzaro Felice” di Alice Rohwacher nelle sale dal 31 maggio.
La Palma d’oro è «Shoplifters» (il titolo francese suona come: «Un affare di famiglia») del giapponese Hirokazu Kore-eda, che lo dedica ai due registi assenti per motivi politici a Cannes.
I premi:Grand Prix. Spike Lee per BlacKkKlansmann
Premio della giuria: Nadine Labaki per Capharnaum. Palma d’oro speciale a Le livre d’image di Jean-Luce Godard. Premio alla migliore sceneggiatura: Alice Rohwacher per Lazzaro Felice ex aequo con Nader Saeivar e Jafar Panahi per 3 Faces. Premio alla interpretazione maschile: Marcello Fonte per Dogman
Migliore interpretazione femminile: Samal Yeslyamova per Ayka. Miglior regia: Pawel Pawlikowski per Cold War. Miglior cortometraggio: Toutes ces créatures di Charles William. Camera d’Or alla migliore opera prima: Girl di Lukas Dohnt. donatellanesti@libero.it

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