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lunedì 14 Ottobre 2019

Capoliveri archivia la Festa dell’Uva con la vittoria del rione Fortezza


(Stefano Bramanti) Capoliveri, 10 ottobre 2019 – Il rione Fortezza ha vinto per l’ottava volta la Festa dell’uva di Capoliveri, superando , secondo la giuria guidata dalla presidente Rossana Galletti, nell’ordine, gli altri borghi sfidanti e cioè Torre, Fosso e Baluardo. Chi è entrato nel quartiere domenica scorsa, non ha trovato gli ambienti soliti, ma una vasta area trasformata per riprodurre la vita del 1961. In particolare è stata rappresentata la beffa combinata a don Vincenzo. Gli rubarono tutti gli animali che si trovavano nel suo pollaio, un furto “goliardico” di noti personaggi del paese, che poi si fecero con la refurtiva un bel pranzo. Non solo, ebbero pure la faccia tosta di andare a confessarsi dal prete in chiesa, tanto il sacerdote era vincolato dal segreto confessionale.

Ma quanto è nota tale manifestazione in Toscana? Si sa che è proprio il paesino collinare dell’Elba, il campione di feste popolari della regione? Il merito di tale primato va all’estro e all’impegno volontario di centinaia di abitanti, ma anche al padre della manifestazione, ovvero il pittore-imprenditore Michelangelo Venturini. E’ lui che ha dato il via all’appuntamento più importante dell’anno dell’isola, nel 1996, vale a dire la Festa dell’Uva che è stata vissuta nei giorni scorsi e l’esperto ha creato pure la Festa del Cavatore, che viene attuata ogni giugno e la Leggenda dell’Innamorata, in luglio.

La Festa dell’Uva va in scena da 24 anni, i primi di ottobre dopo la vendemmia, ed è un appuntamento unico nel suo genere, tanto che Danilo Marfisi, presidente della Confederazione Europea delle Feste Storiche, si spinse a dire che è il re degli avvenimenti folcloristici italiani. L’evento vede protagonisti i contradaioli, per dirla alla senese, sostenuti dalla Pro Loco comunale diretta da Paolo Martino, organizzati dai Capi rione e sapienti registi del borgo, che realizzano per un giorno, nei quattro rioni che si sfidano, scene di vita del passato, andando indietro anche di secoli, con relative ambientazioni e comparse in costume d’epoca. Ogni quartiere quindi diventa una piccola Cinecittà e le vie medievali, le piazze di Capoliveri, cambiano del tutto aspetto ispirandosi ad una tematica storica, scelta in segreto, da ogni rione. Ha fatto storia, ad esempio l’ambientazione che portò i visitatori nel 1882, quando la fillossera compromise tutti i raccolti nelle vigne. E notevole fu la scelta di ritornare al periodo delle miserie per la guerra mondiale o al tempo in cui il campionissimo Coppi trascorreva l’estate presso la spiaggia di Straccoligno, con la sua Dama Bianca.

Quest’anno, il secondo classificato, la Torre, ha scelto invece di rappresentare il tema della vendemmia attraverso i secoli partendo dai romani, che furono sull’isola 2000 anni fa, per poi arrivare all’epoca napoleonica. Il Fosso invece ha trasportato i visitatori del borgo nel 1907, quando Capoliveri divenne comune autonomo e il Baluardo non è andato troppo indietro nel tempo, allestendo nel proprio rione il 1993, uno degli anni del Rally dell’isola. Di certo un week end unico quello che si può vivere ogni anno all’isola e specificamente a Caput Liberum, l’antico nome di Capoliveri.

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