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26 Settembre 2020

Carla Lonzi scrittrice: ” Non può essere perduta questa parola”


(Donatella Nesti) – Livorno, 13 febbraio. “Ascolta: non può essere perduta questa parola come non può essere perduta la mia anima in un angolo del creato”. Così si esprimeva Carla Lonzi, sulla cui esperienza di vita e di scrittrice si è svolto nella Villa del Presidente a Livorno l’importante e seguitissimo convegno: “Non può essere perduta questa parola”, nato da un progetto di Laura Fortini e Alessandra Pigliaru della Società Italiana delle Letterate con l’Associazione Evelina De Magistris di Livorno. Realizzato grazie al sostegno del Comune e della Provincia di Livorno il convegno ha voluto rendere un doveroso omaggio ad una delle pioniere del femminismo con una approfondita analisi delle sue opere come critica d’arte, teorica del femminismo, fondatrice della rivista Rivolta Femminile. Donna tra le più radicali e innovative del Novecento, Carla Lonzi è stata autrice di libri rivoluzionari sotto il profilo del pensiero come nel procedimento di composizione e scrittura, nei due giorni del convegno sono stati analizzate le modalità di scrittura critica di Autoritratto (1969), dell’interrogazione politica di “Sputiamo su Hegel” (1970), della scrittura diaristico- autocoscienziale di “Taci, anzi parla” (1978), delle poesie di “Scacco ragionato”(1958-1963), del dialogo serrato con l’altro che rompe l’omertà del rapporto a due di “Vai pure” (1980). Dopo i saluti delle autorità, ha introdotto Paola Meneganti presidente dell’Associazione Evelina De Magistris, è seguito l’intervento di Laura Fortini e Alessandra Pigliaru, rispettivamente consigliera e presidente della SIL, con una relazione a due su Carla Lonzi scrittrice e pensatrice. Particolarmente seguito l’intervento di Maria Luisa Boccia. Per Carla Lonzi mettere in discussione la femminilità così come è stata definita dalla cultura maschile (cura, famiglia, identificazione col corpo, ecc.) significava togliere all’ uomo il sostegno materiale e psicologico che gli ha permesso di sentirsi libero e creativo nella vita pubblica, ma, al medesimo tempo, comportava il rifiuto di integrarsi in un ordine sociale che si è costruito in assenza della donna. Boccia ha ricordato alcune affermazioni tratte dal Diario di Carla Lonzi ”..qualcosa di paradossale, ho cominciato a scrivere con la sensazione di vaneggiare…scrivere è un bisogno primario…un atto irrinunciabile per non subire la realtà, per non dare all’uomo la possibilità di essere il portatore di senso”
Nella serata è stato proiettato il video sulla figura di Carla Lonzi “Alzare il cielo”.
Nella seconda giornata del convegno i lavori sono ripresi con Manuela Fraire e la sua relazione su “La scrittura del sogno”, a seguire Laura Iamurri con “Una pagina che non sia una pagina scritta”: scrittura e non scrittura della critica d’arte e Linda Bertelli e Marta Equi Pierazzini con “Il tema è l’autenticità”. Figura di due coscienze che rimarranno due: il processo di scrittura di “Vai pure”. Al termine della mattina l’intervento “Le voci di cui dispongo sono mie” di Ida Travi, che è stata nominata in questa occasione Socia onoraria della SIL. Una poesia non tanto come prodotto autoreferenziale di chi aspira a un ruolo pubblico certificato, ma come processo di conoscenza di sé attraverso la relazione, attraversamento di piani di osservazione da sentire e indagare profondamente, ricerca di vita per nuove forme di espressione, poesia e vita in un intreccio stringente. Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti nei tre gruppi di discussione, coordinati rispettivamente da Sandra Burchi, Paola Meneganti, Lara Conte.