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28 Ottobre 2020

Carlo Levi, riscoperto da Nicola Coccia


(Mario Lorenzini) Livorno, 5 febbraio. Nel quadro delle iniziative per ricordare “I giorni della memoria” è stato presentato a cura dell’Istoreco il libro di Nicola Coccia dedicato a Carlo Levi: “L’arse argille consolerai: Carlo Levi dal confino alla Liberazione di Firenze attraverso testimonianze, foto e documenti inediti”, Ets edizioni, che ha vinto il premio Carlo Levi 2016. Carlo Levi, medico, pittore, membro del Comitato di Liberazione Toscano, nel 1935 venne spedito al confino in un paesino in provincia di Matera. Dopo l’esilio in Francia approdò a Firenze dove nel 1943 scrisse “Cristo si è fermato a Eboli” definito da Vittore Branca “il libro più importante del nostro dopoguerra”. Il libro è il diario del confino. L’antifascista torinese lo scrisse in casa di Anna Maria Ichino, in piazza Pitti a Firenze. In quella casa Anna Maria Ichino ha accolto e protetto dal 1938 al 1944 decine e decine di antifascisti e di ebrei, rischiando la vita tutti i giorni. Il libro ha sessanta anni. Ricordo di averlo comprato, allora sulla strada di diventare famoso, a San Vincenzo, dove abitavo nel 1958.
Nicola Coccia ha presentato lo scrittore attraverso una copiosa documentazione raccolta un po’ dovunque, in sei anni di ricerche. Innumerevoli i personaggi citati, perfino Gino Bartali, oltre agli episodi del periodo bellico e della Resistenza.
L’iniziativa dell’Istoreco di presentare questo libro è stata apprezzabile. La presidente professoressa Carla Roncaglia ha contribuito nel suo intervento ad approfondire gli aspetti storici e anche meno noti degli anni della clandestinità di tanti personaggi, che poi hanno fatto la storia del’Italia, collegati alla vita di Firenze di quegli anni. Migliore riconoscimento non poteva esserci. (Nella foto: Carla Roncaglia e Nicola Coccia)