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martedì 25 Febbraio 2020

Caso Bottai Perini, le posizioni del sindaco, del Pci e di Sinistra Italiana


Livorno, 3 gennaio 2020 – Sul caso che vede contrapposto il segretario del Pc livornese Lenny Bottai e il consigliere comunale leghista Alessandro Perini è scattata, immediata, la reazione del mondo politico ed istituzionale. I due esponenti politici hanno avuto un alterco sotto Palazzo Civico, sede del Comune, nella tarda mattinata di martedì 31 dicembre. Ieri, giovedì 2 gennaio, il consigliere della Lega ha querelato Bottai.

Oggi, venerdì 3 gennaio, l’ufficio stampa del Comune, erroneamente scambiando il Pc per il Pci, riporta la posizione del sindaco di Livorno, Luca Salvetti, che afferma: “Sulla vicenda che ha coinvolto il consigliere della Lega Perini e il segretario del Pci Lenny Bottai sono in corso delle indagini che serviranno a ricostruire l’accaduto. Sono indagini peraltro supportate da molte testimonianze e riprese delle telecamere che spero contribuiranno a delineare la verità. E’ ovvio quindi che nessuno al momento può esprimersi su responsabilità e colpe. E’ certo però che il confronto politico a Livorno non può essere assolutamente contaminato dalle provocazioni che viaggiano sui social, con minacce e sfide a duelli rusticani che ho personalmente letto sulle bacheche di chi sembra avere nel dna l’aggressione verbale e che in questi mesi ha preso di mira cittadini comuni, forze politiche, consiglieri comunali e componenti della giunta”.

Salvetti, nell’augurarsi che la verità delle cose venga delineata a pieno da chi sta indagando, si dice disposto a partecipare a un confronto di chiarimento tra Perini e Bottai purché questo si svolga in una sede che non sia il Comune: “Nel mio ruolo di sindaco sono stato chiamato da entrambe le parti politiche ad occuparmi della vicenda per far sì che la città di Livorno, che sta costruendo il suo futuro, non perda tempo ed energie preziose in inutili risse. Da parte mia, su questa come su altre questioni, c’è piena disponibilità a trovare un dialogo ed a partecipare a un incontro costruttivo che comunque non potrà certo svolgersi nella Casa comune, che è di tutti i livornesi, e non può rappresentare il luogo dove dirimere questione personali o legate a due forze politiche”.

Il sindaco Salvetti ha confuso il Pc, che è il Partito comunista con leader l’ex parlamentare Marco Rizzo, con il Pci, il nuovo Partito comunista italiano che intende riprendere la tradizione politica e culturale del Pci storico e che oggi ha come segretario nazionale Mauro Alboresi e come segretario locale Luigi Moggia.

Proprio il Pci, tra l’altro, ieri mattina, era stato uno dei primi partiti ad emettere un comunicato sulla vicenda.

“Il Partito comunista italiano esprime preoccupazione per il decadimento del dibattito e del confronto politico, sia sul piano generale che cittadino”, si legge nel comunicato firmato dal segretario Luigi Moggia che parla di “una discussione troppo spesso impoverita e piegata all’invettiva polemica” che scade “nell’offesa puerile, nella provocazione e nella denigrazione dell’avversario” rifuggendo “dal merito dei nodi veri che attanagliano i lavoratori ed i cittadini”. Il Pci evidenzia che “serve invece un confronto limpido, al bisogno aspro ma responsabile” e che occorre “parlare il linguaggio dei problemi offrendo giudizi seri, intercettando il sentire popolare o la politica si riduce ad ammiccamento e al dibattito incomprensibili”.

Il nuovo Pci, dopo aver affermato che i social contribuiscono ad inasprire avversità ed atteggiamenti che trovano “ispirazione in un passato che credevamo superati e che invece oggi ritrovano asilo nel dibattito e nella politica italiana”, sostiene che “compito dei comunisti oggi è anche quello di far fronte contro tali recrudescenze ed arginarle, ristabilendo il primato della realtà, la valutazione delle contraddizioni sociali, la costruzione di una prospettiva di cambiamento”. Dicendosi preoccupato per il “nuovo ed aggiornato clima di anticomunismo” in cui è stato “coinvolto l’esponente del Pc cittadino” e “rappresentanti della Lega a Livorno”, inoltre, chiede di “alzare il livello della responsabilità politica, della mobilitazione e della vigilanza democratica”. E conclude: “La federazione di Livorno del Pci richiama le forze politiche ed associative cittadine a rinsaldare l’esercizio democratico che la Costituzione italiana sancisce all’interno dell’arco costituzionale da essa descritto e dar seguito ad un antifascismo militante”.

Più nettamente a favore di Bottai, invece, è la posizione della federazione livornese di Sinistra Italiana, espressa ieri, che accusa la Lega di aver provocato, in città, l’escalation delle violenze ed afferma che “alzare il livello dello scontro cercando la rissa è colpevole nei confronti di una città alla quale invece servono proposte, dialogo civile fra le parti ed argomenti per poter risorgere”. Secondo Sinistra Italiana “il Pc, federazione di Livorno, è da tempo oggetto di attacchi verbali e minacce pubbliche da parte di esponenti della Lega di Livorno e l’ultimo episodio si palesa in ciò che è accaduto fra Bottai, segretario federale del Partito comunista di Livorno e il consigliere comunale della Lega di Livorno Perini”.

Sinistra Italiana, in un comunicato firmato da Simona Ghinassi, continua: “Attendiamo l’esito delle indagini sulla presunta aggressione di fronte al Palazzo del Comune, ma auspichiamo fin da ora, a prescindere, una severa ammonizione nei confronti del consigliere Perini e del suo partito per il comportamento pubblicamente ben documentato. Sedere in Consiglio comunale implica l’obbligo del rigore, non solo politico ma personale sempre, sia dentro che fuori dal Consiglio”.

Queste sono le posizioni espresse sul caso dello scontro tra Bottai e Perini in possesso, al momento, di Costa Ovest. Non appena ve ne saranno altre, se inviate alla nostra redazione, si provvederà a darne conto.

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