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24 Novembre 2020

Chi era Mirko Carovano, l’ultimo saluto domattina ai Lupi


Livorno, 14 febbraio – Le ricerche, dunque, sono state vane. Poco prima delle 18 di ieri, martedì 13 febbraio, il corpo di Mirko Carovano è stato trovato, senza vita, nella zona del monumento a Ciano, sopra Montenero. La notizia ha gettato nello sconforto familiari, parenti ed amici, che già dall’altro ieri, giorno del suo compleanno, avevano lanciato l’allarme sui social, in particolare su Facebook, dopo che ne avevano denunciato la scomparsa in Questura. I familiari si erano rivolti anche alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”, in onda il mercoledì su Rai Tre, per avere notizie sul congiunto nel caso avesse lasciato Livorno, dato che aveva fatto perdere le tracce il 12 febbraio, giorno in cui ha compiuto 43 anni e al quale risale il decesso.

Mirko Carovano era molto conosciuto in città. Giovane operaio della Delphi, era finito in cassa integrazione, assieme a centinaia di suoi colleghi, quando l’azienda di componentistica per auto, nel 2006, decise di chiudere lo stabilimento di Livorno. Nel frattempo, già impegnato a livello sindacale con la Fiom Cgil, aveva messo la sua passione anche al servizio della politica, accettando una candidatura, e risultando eletto, con i Democratici di sinistra alle amministrative del 2004, in occasione del primo mandato di Alessandro Cosimi. Ma quando nel 2007 i Ds si sciolsero per dar vita, assieme alla Margherita, al Partito democratico, Carovano non aderì al Pd, confluendo nel gruppo della Sinistra democratica che rimase in maggioranza a sostenere, in Consiglio comunale, il sindaco Cosimi. Successivamente si era avvicinato a Sinistra e libertà.

Chiusa l’esperienza politica, piuttosto che aspettare la lettera di licenziamento della Delphi, Carovano andò a lavorare in Danimarca. Là poteva rimanere, ma preferì tornare. E rientrato in Italia, dopo un periodo di pendolariato a Firenze, aveva trovato lavoro come operatore sociale a Livorno. Un lavoro che svolgeva con grande dedizione ed impegno.

Mirko aveva fatto perdere le sue tracce nel giorno del suo compleanno. I parenti, non vedendolo rientrare e non riuscendo ad avere alcuna sua notizia, ma anzi avendo ricevuto alcuni messaggi che inducevano alla preoccupazione, avevano denunciato la scomparsa alla Polizia, che subito aveva iniziato le ricerche. Nella serata di lunedì era stata trovata la sua bicicletta a Montenero, a poche centinaia di metri dallo svincolo della Variante, cosicché, per questo, le prime ricerche, la sera stessa, si sono concentrate in quella zona. Rimaste senza esito, esse sono state riprese ieri mattina in una zona più ampia attorno a Montenero.

Coordinate dalla Prefettura, le ricerche hanno visto impegnati i Vigili del fuoco di Livorno con unità cinofile e mezzi per la topografia applicata al soccorso, volontari della Misericordia di Montenero con altre unità cinofile, la Pubblica assistenza di Rosignano sempre con unità cinofile, la Protezione civile della Provincia, la Protezione civile del Comune di Livorno, la Croce Rossa, i Carabinieri e la Polizia di Stato.

Purtroppo l’imponente spiegamento di uomini e mezzi non ha dato l’esito sperato. Nel tardo pomeriggio, infatti, il corpo è stato avvistato nella zona del monumento a Ciano. I soccorritori non hanno potuto far altro che accertare il decesso del giovane, dopodiché si è proceduto al riconoscimento. I medici legale hanno compiuto gli accertamenti obbligatori per legge e nella tarda serata la salma è stata condotta all’Obitorio comunale.

L’ultimo saluto sarà dato a Mirko Carovano nella mattinata di domani, giovedì 15 febbraio, a partire dalle 9.30, al cimitero comunale dei Lupi. Il corpo, per sua stessa volontà, sarà cremato.

La notizia del ritrovamento del corpo di Carovano è stata data anche dal sindaco Filippo Nogarin nel corso della seduta del Consiglio comunale di Livorno in programma ieri. Poco dopo, in segno di lutto, la seduta è stata dichiarata conclusa.

Mirko sabato scorso era stato a Macerata alla marcia antifascista ed antirazzista ed era tornato a Livorno entusiasta dell’esperienza vissuta, tanto che sul suo profilo Facebook aveva pubblicato foto e commenti. Niente, dunque, poteva far immaginare quanto poi effettivamente si è verificato.

Inizialmente si era pensato, e sperato, che la scomparsa fosse riconducibile a un incidente o un malore, magari occorsogli durante una passeggiata nei boschi. Mirko, d’altronde, era anche un amante della natura. Anche per questo, dunque., nella speranza di ritrovarlo vivo, era stato attivato nella zona di Montenero un posto di comando avanzato per il coordinamento delle ricerche e il soccorso con uomini e mezzi specializzati nel pronto intervento sanitario. Invece tutto si è rivelato inutile. Il ritrovamento del corpo ha tolto ogni speranza gettando nella disperazione chi gli voleva bene, e sono tanti, ma anche aprendo l’angoscioso e drammatico interrogativo sul come e perché un giovane di 43 anni possa essersi tolto la vita nel giorno del suo compleanno.

(Foto tratta dal profilo Facebook)