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25 Novembre 2020

Ciclovia tirrenica sul mare di Livorno, soluzione contraddittoria


(Renato Gangemi) Livorno, 22 marzo. Apprendiamo dalla stampa che “il pacchetto dell’operazione di dimagrimento” del lungomare è legato da una parte al finanziamento della “ciclopista tirrenica”, dall’altra ad un bando regionale sulla sicurezza stradale. Dato che il progetto esecutivo non l’hanno ancora potuto vedere neanche i consiglieri comunali di opposizione (…a già la partecipazione) si rischia di parlare del nulla.

Un paio di cose però vanno dette, la prima sulla Ciclovia Tirrenica.
Se la soluzione per la Ciclovia Tirrenica deve essere questa, forse questa è la soluzione più contraddittoria, ma che rientra nel quadro di contraddittorietà delle scelte prese dall’amministrazione pentastellata su mobilità, ambiente e sostenibilità urbana.
Se il progetto della Ciclovia Tirrenica è nato per valorizzare “il patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale” con itinerari ciclabili e promuoverli dal punto di vista turistico, quale valore avrà la pedalata del ciclista in mezzo al caos del traffico bloccato sul lungomare?
Come sarà valorizzata la storica passeggiata del lungomare livornese, il cui prospetto ottocentesco è identificato nella “sobrietà e larghezza dei percorsi”?
Al netto del caos nella viabilità che potrebbero creare i parcheggi a lisca pesce, non si pensa che questa scelta di ridurre l’ampiezza dei viali potrebbe nuocere ad altre funzioni quali servizi tecnologici e di emergenza, mezzi di soccorso, interventi per la pubblica sicurezza e di evacuazione, per le calamità naturali?
La seconda obiezione riguarda più in generale gli obiettivi di mobilità sostenibile e i relativi finanziamenti. Nel Piani di Azione comunale del Comune di Livorno – PAC che dovrà essere aggiornato a breve in base Delibera della Giunta Regionale 814/2016 – abbiamo visto solo enunciazioni, mentre quando nella realtà provvedimenti varati fino ad oggi sono destinati a produrre risultati ben diversi da quelli dichiarati.
La scelta di aver predisposto il centro cittadino al parcheggio pubblico a pagamento è, infatti, in contraddizione con “la riduzione dell’uso individuale dell’auto privata” – quindi in conflitto con la “riduzione dei consumi di carburante” previsti nel PAES e nel PAC – come in contraddizione con gli obiettivi di “incremento della capacità di trasporto pubblico e riduzione dell’uso dell’auto” sono state le decisioni che hanno visto ridurre i corrispettivi chilometrici al Trasporto Pubblico Locale.
Se è vero che la Regione Toscana tramite le linee guida della 814/2016, chiede nuovi PAC e conseguenti provvedimenti in grado di contenere le emissioni, è anche vero che la regione dovrà cominciare a porsi il problema se inserire , accanto alle linee guida, forme di monitoraggio a cui sottoporre i Comuni al fine di valutare l’efficacia dei provvedimenti adottati , e quindi meccanismi in grado di attivare una disciplina sanzionatoria e/o di premialità .
Sanzioni, o comunque misure, che penalizzino in qualche modo il trasferimento di risorse ai comuni inadempienti.
Se quindi pensiamo che il PAC 2016-2020, difficilmente possa portare dei reali benefici alla cittadinanza livornese in termini di miglioramento della qualità ambientale – e quindi di miglioramento della salute e della qualità della vita – ci sembra altrettanto difficile capire, al netto di presunte lacunosità della normativa regionale, che si possa continuare chiedere – ed erogare – finanziamenti per provvedimenti dagli esiti cos ì incerti e contradditori.
gangemi.renato@gmail.com

Gangemi Renato è il coordinatore Ecodem Livorno