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1 Ottobre 2020

Cinema. Captain Fantastic, è possibile un’educazione alternativa al consumismo?


(Donatella Nesti) – Sembra impossibile che nell’epoca della tecnologia e dei social resista il mito del ’buon selvaggio’ e delle suggestioni di un’educazione naturale lontana dalla corruzione della società che Rousseau propose nel suo celebre ”Emilio”. Eppure un film, presentato ed applaudito all’ultima festa del cinema di Roma ed ora in arrivo nelle sale, sembra ispirarsi a quelle teorie affascinanti ed utopistiche che continuano a far discutere educatori e pedagogisti. Si tratta di Captain Fantastic di Matt Ross, con uno straordinario Viggo Mortensen, applaudito da ragazzi ed adulti a Roma dove il film era presente anche nella sezione “Alice nella città” ricevendo il premio del pubblico.
Nelle foreste del Pacifico Nordoccidentale, Ben Cash, il padre fuori dal comune di Captain Fantastic, sta crescendo la sua famiglia il più lontano possibile dall’influenza della moderna cultura consumista. Riempie i giorni dei suoi sei figli con un’educazione rigorosa, imponendo loro un allenamento fisico e un’istruzione impegnativi, ma necessari per sopravvivere nelle terre selvagge. Ben sta crescendo una tribù di “Re filosofi” dotati della resistenza cardiovascolare e muscolare dei migliori atleti, impartendo loro anche un’approfondita preparazione sui testi classici, che va ben oltre la loro età. Ma come vivranno nel mondo reale quando saranno costretti ad affrontarlo?
Per Matt Ross, sceneggiatore e regista di Captain Fantastic , la storia è un’esplorazione delle scelte che i genitori compiono per i loro figli. “Sono affascinato da tutti i temi che ruotano attorno all’essere genitori,” spiega Ross. “Ben ha abbandonato il mondo esterno e qualsiasi ambizione personale per dedicare la sua vita a essere il miglior padre possibile. La questione è: è il miglior padre del mondo, oppure il peggiore? Quello che fa è folle, oppure follemente bellissimo?” Alcune esperienze vissute dalla famiglia Cash prendono spunto dall’infanzia di Ross. “A mia madre interessavano situazioni di vita alternative,” dice. “Quando ero un bambino non la consideravamo un’esistenza fuori dalla civiltà la nostra, anche se vivevamo nelle comuni della California del Nord e nell’Oregon. Eravamo nel bel mezzo del nulla senza televisione e senza gran parte della tecnologia moderna.”
Ross ammette che mentre scriveva la sceneggiatura, si poneva la domanda: Come essere genitore nell’America contemporanea? “È saggio permettere ai nostri figli di essere costantemente connessi alla tecnologia?” si chiede.
Captain Fantastic è un’avventura emozionante e divertente, ambientata, in parte, in un luogo da sogno, selvaggio, creato da Ben stesso; dove lui e i suoi figli celebrano i loro successi fuori dal comune: che sia imparare le arti marziali o dimostrare la loro prodigiosa conoscenza del pensiero politico americano. E’ utopia pensare che il 24 dicembre mentre tutti si affannano a comprare gli ultimi regali si possa festeggiare il Noam Chomsky Day invece del Natale come avviene nel film? Bravissimi tutti i protagonisti ed in particolare Viggo Mortensen imperdibile la scena dell’arrivo al funerale dove si presenta vestito di rosso, seguito dalla variopinta tribù dei figli.