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20 Gennaio 2021

Clima di festa alla conclusione della conferenza mondiale sulla robotica soft


(Ruggero Morelli) Livorno, 28 aprile – Nella splendida cornice dei bagni Pancaldi con la sala piena di luce e con i balconcini affollati di ragazzi, ma anche di molti genitori con bambini di dieci-tredici anni: un vero clima di festa ha concluso i lavori della tre giorni della conferenza internazionale SoftRobotic 2018, alla quale hanno partecipato trecento scienziati provenienti dai centri scientifici e tecnologici di tutto il mondo. E’ stata per molti la prima volta che hanno potuto osservare robot piccoli, leggeri e flessibili azionati da gruppi di giovani ricercatori che si sono cimentati in una gara anomala per l’oggetto ma molto interessante e nuova.
Mentre i gruppi mostravano ai giurati – in giacca ”staff” – il loro lavoro e le varie evoluzioni nel movimento e nella manipolazione, sulla grande terrazza che si affaccia sul mare i giornalisti intervistavano Paolo Dario, Cecilia Laschi e Barbara Mazzolai.
Marcello Calisti, un giovane ingegnere-ricercatore responsabile della organizzazione della gara, reduce dall’incontro a Roma del National Geographic, dove ha descritto il prototipo del granchio Silver, si aggirava tra i piccoli stand per dare un aiuto ai partecipanti – tedeschi, cinesi, coreani, indiani, americani- e spiegare come procedere. Il pubblico applaudiva di tanto in tanto la fine dei un esperimento di questi piccoli apparecchi diversi l’uno dall’altro per materiali, colori e dimensioni.
Francesco Ceccarelli responsabile della stampa tormentava il telefono portatile per i contatti con le varie testate che hanno dato spazio all’evento a partire dal Sole 24 ore, che due giorni fa ha pubblicato due articoli ed in prima pagina la foto del famosissimo polpo nato a Livorno. Ieri è stata la copertina di Il maschile, supplemento del Sole, a pubblicare la copertina con la grande foto della mano artificiale bionica che ha una sensibilità al tatto.
Paolo Dario si è soffermato a parlare con tutti soddisfatto della buon riuscita di un evento così importante per l’Istituto di BioRobotica che ha diretto sino al mese passato, e per la Scuola Superiore Sant’Anna riconosciuta nel novembre passato, dalla Commissione Europea, come la più adatta a coordinare i dodici centri di ricerca d’Europa. Ed anche per Livorno che è diventata grazie a lui la culla della robotica con il laboratorio allo Scoglio della Regina già dal 2008. Alla domanda che gli viene fatta spesso circa lo sbocco di queste ricerche nel mondo dell’industria e quindi del lavoro e della occupazione, risponde che accanto ai molti prodotti derivati dai prototipi che escono dai centri di robotica, ce n’è uno che ama indicare: “Sono i ragazzi che studiano, ricercano, provano diversi materiali, uniscono idee alla pratica e così diventano adatti a lavorare in aziende all’avanguardia in tutto il mondo. A lavorare in equipes interdisciplinari”. Una scuola che offre tecnica, economia e cultura, una bottega sul modello del rinascimento, che sforna qualificatissimi dirigenti, capaci di operare in settori anche molto diversi a quelli dei vari robot creati. I settori variano dal biomedicale, alla logistica, alla sicurezza sul lavoro, all’aiuto agli anziani fragili.
Oggi quindi si può dire che si è consacrata la intuizione della professoressa Cecilia Laschi,8nella foto con la sua “creatura” Optocus) che dieci anni fa, creando il piccolo octopus-polpo, e superando i robot dalla forma umana, diede il via alla robotica soft che ormai ha dimensioni mondiali.
Il prossimo anno la Conferenza sulla Soft-Robotics si terrà a Seul. ruggeromorelli@libero.it