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18 Gennaio 2021

Collesalvetti, conferenza di Fabrizio Pizzinelli su Krimer misterioso


Collesalvetti, 18 aprile. Importante appuntamento alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini di Collesalvetti, via Umberto I 63, giovedì 19 aprile 2018, ore 17.00 nell’ambito del Calendario Pinacoteca/Primavera 2018, dal titolo “Pagine di Futurismo: tra storia e scoperta”, promosso dal Comune di Collesalvetti, ideato e curato da Francesca Cagianelli, conservatrice della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini di Collesalvetti. Si tratta della conferenza dell’incisore Fabrizio Pizzanelli, dal titolo I monotipi misteriosi e originali di Krimer: frammenti di un diario intimo tra figurazione e astrazione, un focus specialistico e al contempo divulgativo, sui misteri di questa raffinata tecnica declinata da Krimer con estro e virtuosismo.
Tra storia e mestiere si snoderà l’intervento di Pizzanelli, fino a incrociare le sorti di Luigi Servolini.
Il monotipo fa parte della grande famiglia dell’incisione e per scelta dell’artista, la volontà è quella di produrre un unico esemplare e, comunque, sempre su carta. Rispetto alle tecniche più consolidate e “storiche” dell’incisione (acquaforte, bulino, puntasecca, ecc.) destinate a produrre più esemplari – che in tempi a noi più recenti recano sempre il numero delle copie e la firma dell’autore – il monotipo viene eseguito in una unica copia può essere prodotto senza bisogno di seguire necessariamente la serie di passaggi propria, ad esempio, di una acquaforte. Nello stesso tempo con il monotipo si possono utilizzare i materiali più diversi, le superfici più insolite: acetati, vetro, metallo. I monotipi, inoltre, consentono una libertà di espressione tale da far pensare ad una tecnica “pittorica” tanto che i segni o le immagini possono essere ottenuti con pennelli, spazzolini, stracci, mani, oggetti trovati, sagome (tipo stencil) e si può stampare anche senza il supporto di un torchio calcografico ma con un semplice mattarello da cucina o con qualsiasi altro oggetto che, comunque, garantisca un minimo di pressione. E’ evidente che la libertà di linguaggio offerta da questa tecnica ha suscitato interesse, curiosità ed attenzione in particolare a partire dalla fine del 1800 e grandi artisti si sono confrontati con essa: Degas, Mary Cassatt, Matisse. E fra quelli contemporanei a noi vicini si deve ricordare Renzo Bussotti e l’anglo viareggino Lino Mannocci. Ma siamo proprio sicuri che questa tecnica faccia parte della famiglia dell’incisione? Come si è evoluto il concetto e la tecnica del monotipo nello scorso secolo e in questi anni? Cerchiamo di rispondere partendo dalle basi e allora il confronto sarà non solo con le opere di Krimer ma anche con i manuali dedicati all’incisione a partire dal testo fondamentale di Luigi Servolini intitolato Incidere (Lavagnolo editore, Torino 1952) per giungere a La stampa d’arte di Ann D’Arcy Hughes e Hebe Vernon-Morris (Logos editore, Modena 2010).
Fabrizio Pizzanelli è nato a Pisa nel 1950 dove vive e lavora. Nel 1973 si è laureato in filosofia presso l’Università della stessa città. Proviene da una famiglia di artisti – il nonno Ferruccio Pizzanelli è stato un importante artista pisano della prima metà del ‘900, lo zio Leonardo Pizzanelli ha avuto una significativa carriera artistica – e ha appreso l’acquaforte grazie agli insegnamenti dello zio, di Giuseppe Bartolini e di Giordano Viotto. Ha esposto in Italia e all’estero e ha partecipato ad importanti rassegne nazionali ed internazionali. Sue opere sono comprese nelle raccolte promosse dal Gabinetto Stampe del Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo (Ravenna), dalla Associazione Nazionale Incisori italiani di Vigonza (Padova), dal Comune di Olzai (Nuoro). Harealizzato incisioni per Società, amici e associazioni, fra cui l’Associazione ex Allievi della Scuola di S.Anna. Su di lui hanno scritto Andrea B. Del Guercio, Riccardo Ferrucci, Sandra Lischi, Pier Francesco Listri, Carlo Alberto Madrignani, Nicola Micieli, Alberto Mugnaini. Le lastre utilizzate sono esclusivamente di rame, incise utilizzando il percloruro di ferro e sono stampate, con grande perizia e pazienza, da Umberto Peroni nella sua stamperia “Atelier Antico Torchio” di Reggello presso Firenze.
Suoi lavori possono essere visti sul sito: www.pizzanelli.altervista.org .