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martedì 18 settembre 2018

Come recuperare le ville di Monterotondo


(Ruggero Morelli) Livorno, 11 settembre 2018. Per nostra fortuna e piacere il locale centrale dello Chalet della Rotonda di Ardenza era affollato quando abbiamo iniziato a presentare la iniziativa sulle ville di Monterotondo.
Se il recupero e la rivalutazione della Rotonda ha atteso 13 anni vogliamo sperare che l’attenzione congiunta sulle ville di Monterotondo produca un esito positivo a breve.
Infatti Rodocanacchi (nella foto), Morazzana e Maurogordato sono in stato di abbandono da tempo: unica gemma rinnovata ed utilizzata è la cappella Scafurno-Calamai grazie alla intuizione di Fosco Cavallini, nostro caro amico architetto urbanista di lungimiranti visioni.
Gli enti pubblici proprietari attuali delle ville non si sono distinti per cura dei loro beni; beni creati molti anni fa da commercianti stranieri che si resero conto del valore di quelle alture e di quelle vegetazioni.
Oggi si cerca di invertire questa china negativa mettendo a disposizione ricerche e documenti elaborati in questi anni dagli amici della associazione Osservatorio di Monterotondo. Anche per arrestare la già avanzata fase di costruzioni a macchia di leopardo delle zone adiacenti.
Per proseguire la intuizione di Cavallini, alcuni architetti ed ingegneri – Bertelli, Benocci, Bondi, Calabresi, Gini, Lucco, Stiavetti, Necor – hanno redatto relazioni e inserti fotografici che rimangono un patrimonio a disposizione della parte pubblica e di quella privata che attende di poter investire risorse sulla base di progetti che guardino al futuro del comparto nel suo insieme, ed alla città che sta elaborando un nuovo piano urbanistico.
Una visione a largo raggio del territorio collinare a sud di Livorno ed una linea di progetti finalizzati sono gli ingredienti necessari a valorizzare l’ampio comparto di Montertondo, che oltre tre ville può estendersi alle altre: Di Vestea, Dupouy e Corridi.
Le scelte di destinazione dei territori sono il presupposto necessario ad attrarre investimenti che diano lavoro e sviluppo. Nel caso che stiamo mettendo ad una nuova attenzione non mancano certo le indicazioni per adeguate destinazioni d’uso.
Sarà con questi criteri che le associazioni promotrici insieme – ”Per la rinascita di Livorno’ e ‘Osservatorio di Monterotondo’ – della iniziativa del 5 settembre allo Chalet invieranno al Comune di Livorno, alla Asl ed alla Provincia le loro osservazioni formali.
A corredo potranno ben allegare il volume edito nel 2014 ”La cappella di Scafurno” , ed. Pacini, a cura di Roberta Gini e Arianna Orlandi, che contiene tutti gli elementi per conoscere la storia del territorio circostante nelle sue varie vicende urbanistiche e delle proprietà.
Nel tempo si sono susseguiti vari progetti sulle singole ville, che peraltro non sono stati realizzati; forse per un caso comunque per fortuna perché nati sempre come monadi e non come parti – o lotti- di un insieme omogeneo.
Nella occasione abbiamo ricordato che anche per lo Chalet e l’area della pineta della Rotonda, era stato richiesto di avere una visione urbanistica non solo di quell’area, ma di quella più grande ed omogenea dalla Barriera Regina Margherita ad Antignano; quella che infatti avrebbe ricompreso l’ippodromo Caprilli, il parco Ceschina e la Banditella. Seguiremo gli sviluppi del nostro futuro. ruggeromorelli@libero.it

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