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27 Settembre 2020

Concerto da “Grande Orchestra” dell’Istituto Mascagni


(Angela Simini) Livorno, 7 aprile – L’Orchestra dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Pietro Mascagni, diretta da Lorenzo Sbaffi (nella foto) ha trasportato il numerosisimo pubblico del teatro Goldoni in un crescendo di entusiasmo, che si toccava con mano, complice anche la scelta di due poderosi brani, lo straordinario Concerto per due pianoforti n.10 KV 365 di Wolfgang Amadeus Mozart, di cui sono stati interpreti due solisti di fama internazionale, Daniel Rivera e Sergio De Simone, prestigiosi docenti del Conservatorio e la meravigliosa Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal Nuovo Mondo”, op. 95 di Antonìn Dvoràk . Brani molto importanti, ma anche impegnativi: la serata, inserita nel cartellone della musica classica come incontro di grande rilievo, è stata un banco di prova per l’Orchestra che ha dato una prestazione da “Grande Orchestra”. Un complesso di circa settanta elementi, molto ben preparati, tra i quali anche docenti, ha incontrato nella direzione del Maestro Lorenzo Sbaffi una guida sicura e molto attenta agli ingressi delle sezioni e dei singoli strumenti, alle sfumature e alle coloriture. Violinista e compositore, Sbaffi ha un curriculum di prestigio, vanta un repertorio molto vasto che spazia dal tardo barocco alla musica contemporanea, con particolare attenzione al sinfonismo classico -romantico mitteleuropeo, tanto che Jorma Panula lo definisce “uno dei pochi direttori italiani che ama, conosce e comprende profondamente la musica di Jean Sibelius”. Svolge attività didattica come docente di Esercitazioni Orchestrali al Mascagni di Livorno, esperienza che gli ha consentito di armonizzare e di guidare un’orchestra di “volti” prevalentemente giovani attraverso le difficoltà del brano di Mozart, nel quale colloquiavano ben due pianoforti. Ed ha impresso ai giovani strumentisti ed al pubblico un senso di sicurezza che non è venuto mai meno.
I due pianoforti hanno dialogato come meglio non si poteva chiedere. E d’altra parte ce lo aspettavamo: Daniel Rivera, docente di pianoforte al Mascagni, è un concertista di fama internazionale. Estro, tecnica e passione non gli mancano, suona con la scioltezza di chi possiede la tastiera sulla quale vola come se fosse cosa naturale, naturale in “Tasto d’argento”, premio ricevuto nel 2005 e istituito dal Festival Internazionale di Echos e, tra i tanti pregi, collabora con la leggendaria pianista argentina Martha Argerich che lo ha invitato al Festival Martha Argerich.
E, pianista di gran classe e di grande talento, affermato in Italia, ma anche in Europa, negli Stati Uniti e in Australia, il pianista Sergio De Simone ha completato il quadro della Sinfonia di Mozart in un dialogo serrato col pianismo di Rivera e con l’orchestra.
Di grande effetto l’esecuzione della Sinfonia n.9 di Antonin Dvoràk, maestosa, coinvolgente, suggestiva. L’Orchestra in questo secondo brano ha realmente dato il meglio di sé ed ha tenuto sempre alto il ritmo, le sonorità, la compattezza, la potenza espressiva ed è risultata più omogenea che nella sinfonia di Mozart, alla quale talvolta è mancato nerbo e mordente. Ma questo, che si rileva solo a onor del vero, non inficia un concerto di spessore artistico, che attesta la alta qualità di preparazione dell’Istituto Mascagni. Con questo grande appuntamento si è consolidato ulteriormente il rapporto tra teatro e conservatorio musicale, rapporto che ha una lontana origine e che si è formalmente tradotto nell’istituzione del Concerto di Capodanno del 1° Gennaio 2006, in occasione delle celebrazioni dei Quattrocento anni di Livorno, ma anche le stagioni liriche del Goldoni avevano visto una crescente partecipazione dell’orchestra dell’Istituto. asimini@alice.it