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22 Giugno 2024

Uno scorcio del cimitero Olandese-alemanno (sito Congregazioneolandesealemanna.org)

Congregazione Olandese-alemanna, Panessa chiede attenzione per il Giardino e gli altri luoghi


(Angela Simini) Livorno, 4 aprile 2023 – L’Unesco (Federazione Italiana delle Associazioni e Club per l’Unesco) con la Congregazione Olandese Alemanna e in collaborazione col Club per l’ Unesco di Livorno, hanno ricordato i quattrocento anni della fondazione della Congregazione Olandese-Alemanna a Livorno (1622) con un incontro nel luogo più rappresentativo della vitalità e dell’importanza che le congregazioni straniere hanno rivestito nella storia e nello sviluppo della nostra città. Sembra una contraddizione di termini, ma nei Cimiteri delle Congregazioni Olandesi, Alemanne, Greco-Ortodosse, nel cimitero Ebraico affiora più viva e più vera che in un libro stampato la Livorno dei secoli scorsi con i suoi traffici e le sue tradizioni multietniche. In questa ottica Rossella Chelini, presidente del Club per l’Unesco di Livorno, con Ennio Weatherford, responsabile della Congregazione Olandese Alemanna, ha organizzato la conferenza “Il Giardino Olandese Alemanno” tenuta dal Prof. Giangiacomo Panessa, prof. emerito della Scuola Superiore Normale di Pisa, alla quale ha fatto seguito la visita del cimitero, a cura di Fabrizio Ottone. A completare il quadro, era presente anche una rappresentanza in costumi d’epoca dell’ Associazione La Livornina.

Un incipit polemico di Panessa nei riguardi dell’annosa incuria delle autorità (locali e di governo) verso questi monumenti che, di notevole valore e importanza storica, potrebbero anche costituire un’attrazione turistica per la città, tanto più oggi che Livorno non ha più la stessa importanza industriale che in passato. Problema questo rilevato anche dalla senatrice Ilaria Borletti nel 2014. Avvincente la storia che si è dipanata dalle inevitabili e doverose premesse, perché il Giardino Olandese non è un campo di monumenti funerari, ma una testimonianza di quattrocento anni di imprenditoria, di commerci, di cultura nordica. In un excursus dettagliato ed esauriente, Panessa ha percorso tutte le tappe e le vicende storiche che hanno condotto all’attuale Giardino degli Olandesi. Ed appunto, perché si parla di Giardino? Anche se Livorno è stata definita una città aperta a tutte le forme di religiosità, non era poi vero che fosse tollerante come si vuole, c’era comunque da pagare un tributo alla Controriforma e nemmeno il Granduca poteva trascurare la Chiesa Cattolica. Si pensò allora di adornare il campo funerario con tante specie di piante per mascherarne la destinazione, così de ne parlò come di un Giardino. Fino a tutto il Settecento il cimitero dei protestanti ( ossia degli eretici, come si indicavano, dopo la Controriforma, tutti quelli che non erano Cattolici ) si trovava all’interno del perimetro urbano (nella zona in cui oggi sorge l’istituto Professionale Orlando), ma dopo l’editto di Saint Cloud, esteso anche all’Italia nel 1804, si ordinò che le sepolture fossero portate al di fuori delle Mura Lorenesi. Verso il 1840 il nuovo cimitero Olandese Alemanno sorse unitamente a quello Greco Ortodosso in via Mastacchi, dove furono trasportate le vecchie sepolture che, se logorate dal tempo, vennero raccolte in un monumentale ossario.

Fabrizio Ottone ha condotto i numerosi visitatori tra le lapidi illustrando così un’ulteriore storia di Livorno, dove le vicende e i personaggi sono balzati più vivi e veri che dalle pagine di un libro: Giovanni Paolo Schulthesius (Fechheim, 14 settembre 1748 – Livorno, 18 aprile 1816), versatile studioso e primo pastore della Congregazione Olandese Alemanna nella nostra città, il pedagogista e musicista Enrico Mayer, gli Stub, i Mayer, i Dalgas, i Kieffer, i Trumpy, i Wassmuth…. Questi personaggi, oltre ad essere emeriti esponenti della cultura europea, si sono interessati anche all’aspetto sociale della città in cui hanno fatto fortuna, proteggendo la produzione spettacolare e la diffusione della cultura e si sono interessati di aprirei primi asili.

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