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25 Ottobre 2020

Continua l’avanzata del lavoro interinale e non si vede la fine


(Federico Giusti) Pisa, 15 febbraio – Certo che tra le principali responsabilità politiche di una Sinistra che ha barattato diritti acquisiti per un misero piatto di lenticchie avariate ci sta anche l’assenso al lavoro interinale, a quella tipologia contrattuale che rende il lavoratore dipendente dai voleri di una agenzia e dagli umori padronali che possono determinare l’allontanamento di una forza lavoro riluttante a subire soprusi ed ingiustizie.

L’interinale nasce con il pacchetto Treu (altro ex sindacalista passato armi e bagagli alla controparte) ed accompagna i continui cambiamenti del diritto del lavoro, anzi sarebbe il caso di parlare di suo stravolgimento. Nell’arco di un ventennio, l’interinale risulta in continuo aumento. Solo nel 2017 è cresciuto del 15 per cento, trend positivo che riguarderà anche il 2018. E’ innegabile che il lavoro a chiamata, dopo la riforma del voucher, rappresenti uno strumento congeniale alle imprese. Sono decine i corsi di formazione organizzati dalle agenzie interinali e rivolti a giovani e meno giovani che cercano di entrare in qualche modo nel mercato del lavoro, anche attraverso contratti che determinino continua mobilità da un comune all’altro, tra aziende diverse ma tutte bisognose di personale da utilizzare per pochi mesi (nel migliore dei casi) o semplicemente per una o due settimane.

Crescono come funghi le agenzie interinali, la forza lavoro alle loro dipendenze è ormai oltre l’1,7 per cento della forza lavoro totale ed è destinato a crescere nei prossimi anni. E’ una forza lavoro prevalentemente giovane, under 35 anni, ma solo il 10 per cento dei somministrati può contare su un contratto a tempo indeterminato e solo il 75 per cento lavora per più di sei mesi all’anno.

I somministrati giocheranno un ruolo importante con Industria 4.0, la tipologia in affitto è determinante e l’ipotesi che possa andare a sostituire parte della forza lavoro stabile è sempre più probabile. Sicuramente le tutele crescenti e il Jobs act hanno creato le condizioni per rafforzare il lavoro in affitto, lo hanno reso accettabile agli occhi di tanti lavoratori che attorno a loro vedono smarrite innumerevoli tutele. Si dice che l’interinale abbia favorito l’emersione dal lavoro nero che tuttavia continua imperterrito soprattutto dove lo sfruttamento è più intensivo. Oggi l’interinale è un lavoratore più specializzato di vent’anni fa, ha frequentato più corsi formativi, spesso ha una esperienza lavorativa di anni e proprio per questo viene assunto dalle agenzie, può essere subito impiegato senza perdere tempo e soldi nella formazione.

In prospettiva ricorreranno a personale con conoscenze informatico e nell’ambito della digitalizzazione, per questo si guarda con interesse ai percorsi Scuola-lavoro, nell’ottica di avere una forza lavoro prima gratuita e poi assumibile con contratti sfavorevoli, scenari analoghi a quelli già intrapresi in Germania. Ma per rafforzare lo strumento della somministrazione serviranno regole ancora più flessibili, il ricorso all’interinale dovrà essere favorito dal legislatore, questo è il messaggio lanciato dai padroni al nuovo Parlamento. E a supportare queste scelte arriveranno le emergenze di Industria 4.0, dentro cui l’interinale troverà sempre maggiore spazio.

In collaborazione con Controlacrisi.org