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1 Ottobre 2020

Coronavirus, a Livorno si sottovaluta il pericolo


(Simona Morgantini) Livorno, 11 marzo 2020 – Gentile redazione, sono tornata a Livorno da Roma stamani, mercoledì 11 marzo, per stare in famiglia.

A Roma, nei supermercati, tutte le persone stanno a distanza di quattro metri, i commessi hanno la mascherina e la città è deserta. Oggi alle 15, a Livorno, vado a fare la spesa in un supermercato e noto che non rispettano le regole. Faccio un giro sul lungomare in bici, da sola: andare in bici a distanza di dieci metri dalle persone è lecito (ovviamente se vedi troppa gente in giro sta al nostro buon senso tornare indietro). Ma sono andata soprattutto per curiosità, perché sapevo perfettamente cosa avrei visto ed infatti così è stato: al circolo nautico Sauro, sul viale Italia, sul lungomare, un gruppo di una decina di ragazzini sui 17-20 anni, tutti insieme, a stretto contatto come se nulla fosse. Ho chiamato i Carabinieri per avvertirli. E per favore, se vedete scene di questo tipo chiamate le forze dell’ordine.

La gente ha preso il coronavirus come una vacanza. Mi ha detto una mia amica che anche i parchi sono pieni di gente. I parchi e il lungomare sono diventati i nuovi centri di aggregazione sociale. Non si rendono conto che, se anche avranno la fortuna di non ammalarsi, faranno ammalare gli altri e soprattutto che comunque ne pagheranno le conseguenze economiche (stipendi, pensioni e quant’altro).

Vi prego di fare un’inchiesta giornalistica su questo tema: ne va della salute di tutti anche della vostra… Vi ringrazio in nome di tutti i livornesi

Simona Morgantini