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30 Settembre 2020

Corruzione all’università, arrestati ed indagati docenti di Diritto tributario, tra questi anche un ex dirigente della Provincia


Firenze, 25 settembre – La vasta operazione della Guardia di Finanza di Firenze, che in tutta Italia ha rivelato un giro di corruzione in ambito universitario relativo all’abilitazione per l’insegnamento del Diritto Tributario, non ha suscitato clamorose sorprese tra i più informati sulle strane vicende collegate ai concorsi negli atenei. “Avete scoperto d’acqua calda”. E’ stata la frase ricorrente rimbalzata tra i social. “Sistematici accordi corruttivi tra professori di diritto tributario finalizzati a rilasciare le abilitazioni all’insegnamento secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici bensì orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi”. E’ l’ipotesi accusatoria della Procura di Firenze. In sostanza è per tutti corruzione. Sette docenti universitari sono finiti agli arresti domiciliari, 22 interdetti dall’attività d’insegnamento per dodici mesi, 59 gli indagati complessivamente, tra cui l’ex ministro Augusto Fantozzi, il cui avvocato ha affermato che è estraneo ai fatti perché era già andato in pensione all’epoca degli avvenimenti oggetto di indagine e per la sua limpida e unanimemente apprezzata carriera accademica”. Vi sono anche componenti delle commissioni ministeriali nominati dal Miur per i concorsi all’insegnamento di diritto tributario. Sono state eseguite 150 perquisizioni da parte di 500 finanzieri. Valeria Fedeli, ministro dell’istruzione, ha sottolineato di voler andare fino in fondo all’intera vicenda, che è in preparazione un codice di comportamento sulle università in collaborazione con l’Anac per combattere la corruzione e che i fatti risalgono al 2012-2013. L’indagine è iniziata a Firenze, allorché un ricercatore, candidato al concorso per l’abilitazione all’insegnamento del diritto tributario, ha presentato la denuncia, dopo essere stato indotto a “ritirare” la domanda per favorire un altro ricercatore con profilo curricolare inferiore da parte dei docenti, con la promessa che si sarebbero adoperati con la competente commissione giudicatrice perché fosse tenuto in considerazione nel concorso successivo. Da una intercettazione, uno dei docenti, membro della commissione giudicante, avrebbe affermato di voler favorire il suo candidato, invece di quello d’un collega, esercitando la sua influenza con una vera e propria “chiamata alle armi” nei confronti degli altri commissari più a lui vicini. La dinamica è stata spiegata dagli inquirenti, che hanno aggiunto essere iniziata curca tre anni or sono. Un fatto sorprendere che deve far riflettere sulla realtà delle Università. Ha commentato il sindaco di Firenze, Dario Nardella.
Tra i sette docenti arrestati figura anche Alessandro Giovannini, (nella foto) che è stato segretario generale alla Provincia di Livorno dal 2007 al 2011, laureato all’università di Pisa, all’Università di Siena è docente di diritto tributario, ha scritto otto monografie, oltre a saggi e voci di enciclopedie del settore, svolge libera professione e fa parte di consigli di amministrazione di grosse aziende. Gli altri sono Guglielmo Fransoni, tributarista dello studio Russo di Firenze e professore a Foggia, ex collaboratore di Stefano Ricucci; Fabrizio Amatucci, professore di Napoli; Giuseppe Zizzo, dell’università Carlo Cattaneo di Castellanza (Varese); Giuseppe Maria Cipolla dell’università di Cassino, Adriano Di Pietro dell’università di Bologna, Valerio Ficari, ordinario a Sassari e supplente a Tor Vergata a Roma. Sono tutti membri di consigli di amministrazione di società.