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27 Settembre 2020

D’Alema alla Normale e poi a Livorno: “Renzi non è il riformatore che dice di essere”


(Alex Turrini) Pisa – “Non accetterò di fare un duello in tivù con Renzi. Non voglio partecipare a rodei televisivi e confronti impropri”. Lo ha detto Massimo D’Alema nella mattinata di oggi, venerdì 7 ottobre, incontrando a Pisa gli studenti della Normale Superiore nel corso di un convegno intitolato a “A cosa serve la democrazia oggi?”. L’ex premier, che alla Normale si è laureato, ha affermato: “Si tratta di discutere il merito della riforma e invece il tipo di dibattito con lui sarebbe ritorsivo, fatto di insulti personali e io non sono minimamente interessato a partecipare a un confronto del genere”. D’Alema, durante l’incontro con gli allievi della Normale di Pisa, parlando dell’attuale presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha affermato: “La rappresentazione secondo cui sembra che sia improvvisamente nato un riformatore dopo quarant’anni di inerzia politica non corrisponde alla realtà così come è sgradevole sentire il presidente del Consiglio dei ministri, che è il capo dei politici, dire che vuole cacciare i politici”. Secondo D’Alema, se ne ricava che “il suo vero interesse è quello di cacciare gli altri politici”.
D’Alema, che si è schierato contro la riforma della Costituzione italiana proposta dal governo Renzi, nel pomeriggio ha sostenuto a Livorno un incontro pubblico a sostegno delle ragioni del No al referendum del 4 dicembre. Nei locali della ex Otto Marzo di Sciangai, oggi La Combutta, D’Alema ha “smontato” le motivazioni che stanno alla base della modifica dei 47 articoli entrati nel mirino della riforma costituzionale firmata dalla ministro Maria Elena Boschi, ribadendo i concetti già espressi a Pisa, tra cui quello che “Renzi non è un vero riformatore”. D’Alema ha anche ricordato che il Parlamento che ha messo mano a una tale riforma è stato eletto con una legge giudicata incostituzionale dalla Consulta (la Corte costituzionale, ndr).
Intanto stamani, in relazione a quanto dichiarato ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti, che lo ha definitivo “accecato dall’odio e dalla rabbia per non avere ottenuto da Renzi la sua poltroncina di consolazione”, ha detto: “Non intendo rispondere a quella persona che avete nominato”. E sul presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha chiosato: “Se polemizza solo con gli avversari di Renzi rischia di sembrare il candidato di Renzi, non la sua alternativa”.