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martedì 16 ottobre 2018

Dopo Macerata: davvero “una sinistra che dimentica la storia”?


(Gino Fantozzi) Livorno, 11 febbraio – Un normale cittadino che legge ancora i giornali, che ogni mattina cerca, tra le righe dei quotidiani e lontano dai talkshows televisivi, o magari dalle urla strampalate della campagna elettorale, un conforto alle proprie idee, che vuole una informazione che lo faccia pensare e un contributo al chiarimento dei suoi dubbi che provengono da un teatro quotidiano dove, come in ogni buon teatro, la finzione si sovrappone alla realtà e la realtà diventa finzione, quando si trova a leggere l’accorato articolo di Ezio Mauro sulla Repubblica del 10 febbraio, che cosa deve pensare?
Semplice non c’è oggi in Italia un partito degno di questo nome, né a destra né a sinistra, capace pedagogicamente di dominare la generale crisi dei valori e della memoria, che investe la nostra società. E forse così facendo, tra le righe, usa la bandiera dell’anti partitismo (siamo in campagna elettorale no? quindi ogni articolo viene letto per quello che dice o ammicca, è naturale, no?), che invece tanto male fa alla nostra democrazia.
Una delle più importanti penne del giornalismo italiano denuncia che nel nostro Paese non esiste un partito e una forza politica degna di questo nome e che allo stesso tempo esiste una sinistra di governo che non è all’altezza del suo compito: perché non sa “leggere i fenomeni per quel che sono, dando loro un nome e assumendosi la responsabilità di un giudizio”.
Tutto questo perché il segretario del partito di governo dopo i fatti tragici di Macerata ha chiamato tutti alla responsabilità e ad abbassare i toni dello scontro, quando la stessa campagna elettorale mai così difficile come quella di oggi, porta in sé una violenza inaudita pronta ad esplodere in ogni momento.
Allora Ezio Mauro propone di fare le direzioni del partito a Macerata, a manifestare a Macerata, quando il sindaco PD di Macerata ha chiesto cautela e attenzione per la potenzialità di scontro presente nella sua città e il Ministro dell’Interno ha parlato di allarme per la tenuta democratica che va oltre la stessa questione del razzismo e facendo intendere che da tempo si lavora per arginare provocazioni per evitare che sfocino in scontro di piazza.
Non contano le altre manifestazioni che si svolgeranno nelle altre città, in primis Milano, ma è lì invece, nel caldo della tensione sociale e politica che si deve dimostrare di non aver paura e di far valere i valori “dimenticati” dell’antifascismo e dell’antirazzismo.
Non le sembra dott. Ezio Mauro che si va troppo in fretta nel giudicare governi o forze (presenti anche nella stessa destra riformista) che si impegnano con difficoltà a mantenere un profilo di responsabilità (in Europa, nell’economia, nella sicurezza, nella gestione dell’immigrazione, ecc. ecc.) quando invece sarebbe più importante dare un contributo a capire i grandi sconvolgimenti che attraversano la società italiana e non solo, e a informare meglio i cittadini tenendo ferma la barra di quei valori costituzionali “così ben difesi” durante il referendum del 4 dicembre?
Non è questo un cedere alle tendenze disfattiste ben presenti nel nostro Paese?

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