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22 Ottobre 2020

De Peppo: “Il 4 marzo sarò alle Sughere per riaffermare il fine educativo della pena”


Livorno, 2 marzo – “Il giorno del voto, domenica 4 marzo, sarò al carcere delle Sughere. La presenza del garante dei detenuti del Comune di Livorno, nell’occasione dell’esercizio del diritto di scegliere per i cittadini quale Paese vogliamo, assume il valore particolare per chi ha diritti limitati da una pena da espiare. Sono molti i detenuti che hanno diritto al voto non avendo avuto interdizioni in tal senso. Non dobbiamo altresì dimenticare che la nostra Costituzione, all’articolo 27, richiama la necessità di pene che devono tendere alla rieducazione del condannato e sappiamo quanto gli aspetti del trattamento e delle occasioni di impegno lavorativo e non solo, nelle carceri, abbattono in modo significativo la cosiddetta recidiva, la tendenza a commettere nuovamente reati”.
Ad affermarlo, attraverso una nota stampa diffusa dal Comune di Livorno, è il nuovo titolare dell’ufficio del Garante dei detenuti di Livorno, Giovanni De Peppo, che aggiunge: “Il 22 febbraio scorso, forse per timore dell’onda elettorale e per i sentimenti forcaioli che serpeggiano nella pancia del nostro Paese, il Governo, ormai in scadenza, non ha avuto la dovuta convinzione per approvare quei decreti che nel complesso potevano favorire gli aspetti rieducativi nelle nostre carceri e che erano stati preparati da un lungo lavoro scaturito dopo la condanna della Corte di Starsburgo nel 2009 all’Italia sulla condizione delle carceri”.

Percorsi rieducativi, sezioni speciali per detenuti con patologie psichiatriche sopravvenute, rappresentanza dei detenuti, comunicazione con le famiglie per mezzo di programmi informatici, maggiore capacità da parte dei magistrati di sorveglianza, eliminando gli automatismi delle norme e molto altro. Questo, secondo quanto evidenzia De Peppo, prefigura la riforma, che punta a “un sistema carcerario capace di pensare ad istituti di pena che puntano sulla riabilitazione per avere meno necessità del carcere, più trattamento e capacità rieducativa che significa innanzitutto più sicurezza per la nostra società con buona pace della pancia del Paese”.