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22 Ottobre 2020

Di Maio, Cinquestelle: “I rimborsi? Un boomerang per gli altri”


Roma, 18 febbraio – Un “boomerang” che si ritorcerà contro gli altri partiti e leader politici. Luigi Di Maio non accetta di farsi mettere all’incide per le mancate “restituzioni” di una quota degli emolumenti percepiti per lo svolgimento di funzioni istituzionali da parte di qualche parlamentare del movimento Cinquestelle e tantomeno si dimostra disposto a farsi paragonare a “Craxi e al mariuolo Chiesa” da parte di chi si è “intascato milioni e milioni di euro a sbafo”. E lo fa andando al contrattacco: “La stragrande maggioranza dei nostri portavoce ha ottemperato gli impegni presi”.

Il fondo per il microcredito alle imprese è un fondo istituito in modo volontario, quindi non obbligatorio, dal movimento Cinquestelle, al quale tutti gli eletti sono chiamati a contribuire sulla base del regolamento interno del movimento. Solo una decina di parlamentari, su oltre centoventi tra deputati e senatori, non hanno ottemperato a questo obbligo. Di Maio ha assicurato che, in base a disposizioni interne al movimento, saranno tutti espulsi dal movimento stesso.

Per quanto lo riguarda, Di Maio ha accettato di recarsi allo sportello bancario di Montecitorio, sede della Camera dei deputati a Roma, in compagnia delle Iene alle quali, in presa diretta, ha fornito copia dei bonifici delle sue donazioni: 370 mila euro in cinque anni di legislatura.