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28 Gennaio 2021

Dissalatore elbano, il comitato per il No adesso plaude al sindaco Barbetti


(Stefano Bramanti) Portoferraio, 2 marzo 2019 – Dopo la nuova mossa del comune di Capoliveri, che ha dato incarico all’avvocato Duccio Traina di verificare la giustezza dell’iter riguardante le procedute burocratiche-giuridiche attuate dagli enti regionali al fine di far nascere, nel territorio locale, il noto e contestato dissalatore, ecco che Italo Sapere, coordinatore del comitato contrario a tale realizzazione, ha lanciato un ennesimo comunicato che riportiamo integramente: “Il comitato per la difesa di Lido e Mola accoglie favorevolmente la notizia che il sindaco Barbetti abbia finalmente deciso di affidare a un esperto amministrativo la verifica della regolarità dell’iter di approvazione della variante urbanistica in base alle procedure in deroga previste dalla legge regionale per il caso di opere di pubblica utilità. Ribadiamo che anche alla luce delle notizie che pervengono dalla ricerca scientifica l’iter della verifica di compatibilità ambientale risulta sempre più superficiale e sbrigativo e si fonda su un monitoraggio futuro che non tiene conto degli effetti dannosi di questi impianti sulla flora e la fauna dei nostri mari, sempre più certi e documentati. Allo stesso modo siamo convinti che sia stata condotta una valutazione di incidenza ambientale in contrasto con la direttiva Habitat e la tutela dei siti di interesse comunitario. Tutto questo è ancora possibile oggetto di provvedimenti dell’amministrazione comunale che nell’ambito della procedura per il recepimento nei propri atti dei contenuti del progetto dovrà valutare che ogni passaggio e ogni garanzia sia stata attuata e in caso contrario impedire questo schiaffo ambientale a danno di un territorio come l’isola d’Elba e in particolare del golfo Stella che deve continuare ad essere una perla ambientale di questa isola”.
E quindi potrebbe aprirsi una scenografia nuova all’isola su questa faccenda, se si scoprisse che esistono errori procedurali. La questione lascia perplessi in tanti e altrettanti sono addirittura contrari al dissalatore, perché secondo Meneghin, Ferrari, e alcuni geologi, tra cui Damiani, meglio sarebbe recuperare e accumulare le acque sorgive esistenti all’Elba e quelle piovane, per scongiurare certi problemi di carenza. Ma occorre anche eliminare perdite dalle condutture che arrivano fino al 70% in alcuni comuni. Quindi c’è chi sostiene che non vale la pena di spendere milioni e milioni di euro per il dissalatore di Mola, che non risolverebbe le problematiche eterne dell’Elba in fatto di risorse idriche estive scarse e inoltre sarebbe di certo una costruzione decisamente impattante in un’isola che ha bisogno di un ambiente il più ecologico possibile, e l’impianto produrrebbe poi tonnellate di sale da smaltire nel mare elbano. Con quali effetti? Il futuro ci dirà.