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29 Novembre 2020

Emergenza Livorno: aperto sportallo Caritas. Dove presentare le richieste


Livorno, 29 settembre. La Caritas di Livorno si è attivata subito per portare aiuto e vicinanza alle persone colpite dall’alluvione del 10 settembre.
Ha svolto un’opera di ascolto porta a porta per rilevare i bisogni reali di ogni famiglia e ha distribuito gli aiuti casa per casa sulla base delle richieste ricevute. Questo ha permesso di orientare alla massima efficacia sia il preziosissimo lavoro dei volontari sia quello, altrettanto importane, dei donatori. La Cei ha donato un milione di euro.
Superata la fase di emergenza, ha aperto presso la sede di via delle Cateratte 15 (nella foto), uno sportello dedicato all’ascolto e all’accoglienza delle richieste di aiuto da parte delle persone alluvionate (Emergenza Livorno) e ha elaborato un progetto- #ripartiLivorno- per sostenere le persone colpite nel difficile cammino di ritorno alla normalità.
#ripartiLivorno prevede interventi materiali finanziati attraverso un fondo dedicato alimentato da tre diverse fonti: donazioni ricevute direttamente dal Fondo di Solidarietà Fondazione Caritas Livorno Onlus con causale “Emergenza Livorno”; contributi stanziati dalla CEI attraverso il Fondo 8xmille; donazioni ricevute dal c/c denominato “AiutiamoLI” aperto presso la Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci per iniziativa del calciatore livornese Giorgio Chiellini, che ha individuato la Caritas come ente beneficiario della cifra raccolta.
Attraverso il fondo – sottolinea la presidente della Fondazione Raffaella Spiezio – la Caritas sta intervenendo concretamente nell’acquisto delle attrezzature per la pulizia, la sanificazione e il ripristino delle abitazioni colpite nonché degli elettrodomestici e degli arredi danneggiati, nella riparazione delle automobili, nella fornitura delle attrezzature aziendali distrutte. Inoltre sta offrendo sostegno, consulenza e accompagnamento qualificati laddove ciò si renda necessario (avvocati, commercialisti, notai).
A questo scopo, si sta avvalendo di una rete di consulenti di comprovata affidabilità con cui sarà sottoscritto un patto di collaborazione solidale a titolo gratuito.
Le famiglie o le aziende che vogliono chiedere aiuto alla Caritas devono scaricare il modulo di richiesta di valutazione dal sito www.caritaslivorno.it (oppure richiederne copia cartacea per telefono allo 0586 884693) e consegnarlo personalmente allo sportello Emergenza Livorno (mercoledì dalle 10.30 alle 12.30, martedì e giovedì dalle 15 alle 17) entro e non oltre il 14 ottobre 2017. Sarà quindi definita la data di un sopralluogo presso la proprietà oggetto della richiesta. Il sopralluogo, che sarà svolto dal referente di zona della Caritas e da un consulente, avrà il compito di verificare l’effettivo collegamento tra i danni segnalati e l’evento alluvionale e redigere una prima relazione della situazione. Le varie situazioni contattate saranno sottoposte prima a una Commissione Tecnica, che avrà l’obiettivo di quantificare in termini economici i danni e gli interventi di ripristino necessari e, quindi, a una Commissione di Valutazione. Quest’ultima sarà composta da Suor Raffaella Spiezio (Presidente Fondazione Caritas Livorno Onlus), Annalisa Mennella (Responsabile Amministrativa Fondazione Caritas Livorno), Lamberto Giannini (in rappresentanza di Giorgio Chiellini, promotore di AiutiamoLI), Elvira Cosentino (Responsabile Centro di Ascolto Fondazione Caritas Livorno e dello sportello Emergenza Livorno), Riccardo Vitti (Presidente Fondazione Livorno), dall’avvocato Luciano Barsotti e dai coordinatori della Commissione Tecnica, il geometra Stefano Caturegli e l’avvocato Stefano Taddia. La Commissione di Valutazione delibererà i contributi sulla base di due criteri fondamentali: urgenza dell’intervento e presenza, nella situazione in oggetto, di fattori di vulnerabilità. Nel caso delle famiglie sono considerati fattori di vulnerabilità, oltre alla situazione reddituale, la composizione del nucleo e l’eventuale presenza di minori, di anziani, di disabili, di malattie croniche o ingravescenti e/o di una recente esperienza migratoria. Nel caso delle aziende sarà invece dedicata particolare attenzione alla qualità e alla quantità dei danni subiti, alle dimensioni dell’impresa, al numero dei dipendenti. Il progetto finanzierà due tipi di interventi: contributi a fondo perduto per i nuclei meno abbienti e concessione di anticipi alle famiglie e alle attività che, in una logica generativa e secondo un progetto educativo che mira alla responsabilizzazione dei beneficiari degli aiuti, sono in condizione di poter restituire almeno parte della cifra erogata a loro beneficio o di compartecipare alle spese. Tutti i pagamenti avverranno tramite bonifico bancario ai fornitori delle prestazioni, di cui sarà stilato un elenco sulla base della disponibilità a sottoscrivere un prezziario di solidarietà. È esclusa l’erogazione diretta di contributi economici alle famiglie.