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3 Dicembre 2020

Marco Ruggeri, Pd, su Esselunga: dibattito su interesse pubblico grande assente


(Marco Ruggeri) Livorno, 16 maggio. Ho letto con grande attenzione la missiva dell’assessore Aurigi sulla stampa cittadina e ben volentieri intervengo, anche perché finalmente si parla del problema vero: la variante urbanistica.
Il nodo per me non è mai stato Esselunga (come si è tentato di far passare). Ben venga a Livorno per assecondare la voglia (legittima) dei livornesi di vedere tramite la concorrenza abbassare i prezzi. Su questo, lo ribadisco per l’ennesima volta, che sono d’accordo, quindi benvenuta Esselunga a Livorno!
Per i cittadini livornesi questa argomentazione è sufficiente per simpatizzare per la variante ed è la furbizia dietro cui Giunta e fiancheggiatori si sono nascosti per attirare il consenso. Ma essendo un consigliere comunale e non solo un cittadino, ho la responsabilità di valutare l’interesse pubblico in una variante urbanistica, oltre la sola felicità che Esselunga venga a Livorno.
Bene, negli atti di questa variante, il grande assente è proprio lui: l’interesse pubblico. Il vero fatto che giustifichi un cambio di destinazione d’uso così imponente (8000 metri quadrati).
Spiace che di queste cose se ne parli dopo il Consiglio Comunale, perché lì l’Assessore si è limitato a leggere il testo della delibera. Ho anche forzato un po’ la mano per vedere una reazione, sua o del Sindaco, auspicando risposte, ma niente. I paladini della democrazia e della partecipazione, su una variante che coinvolge Colline, Coteto, la Via Risorgimento, la zona di Via Gramsci, l’ingresso del pronto soccorso, non hanno fatto passaggi pubblici. Poi, giunti in Consiglio Comunale, zitti e acquattati. Come sul viale Italia, prima decidono poi vanno a fare le assemblee.
In Consiglio immagino che l’ufficio comunicazione del Movimento 5 stelle, avendo chiaro che sull’urbanistica erano zoppi e che gli argomenti delle opposizioni erano posti con una certa pertinenza, ha consigliato di tacere per poi far uscire il Sindaco con un video messaggio. Lo scopo principale è stato quello di nascondere la variante urbanistica dietro la voglia dei livornesi di avere Esselunga, condendo ovviamente il tutto con la solita sparata sul passato.
Ma cosa è successo per farli tornare sulla vicenda urbanistica?
E’ successo come sullo stadio della Roma per la giunta Raggi con le dichiarazioni dell’ex assessore Paolo Berdini: qualcuno ha toccato il nervo più scoperto dei 5 stelle di governo (molto diversi da quelli di opposizione, sempre contro le varianti, contro i centri commerciali e ipercritici sull’urbanistica contrattata). Un cittadino, non qualsiasi, che di mestiere fa l’avvocato penalista e presiede le camere penali di Livorno, in risposta al video del Sindaco ha parlato di “variante urbanistica ad personam”, e ha fatto impallidire la mia definizione, tutta politica, di “nefandezza urbanistica”.
E si torna dunque sul perché è così zoppa questa variante.
Perché poggia su un Piano strutturale vecchio di venti anni, che era incentrato su una filosofia opposta: i centri commerciali fuori dalla città. E’ quindi formalmente legittimo, fare una variante per collocare un centro commerciale nel centro della città, ma non torna con tutto il resto della pianificazione vigente. Bastava fare, come avevano annunciato, il nuovo piano Strutturale, che per inciso doveva essere pronto a fine 2015.
Inoltre, nella bozza di convenzione, salvo vaghe dichiarazione d’intenti, non c’è scritto niente di quello che la Giunta ha annunciato sui giornali, niente soldi per il Goldoni, niente appartamenti a canone concordato, niente impegni sui posti di lavoro, niente di niente. Mi sono detto: saranno in un protocollo d’intesa, perché mettendole in convenzione poteva essere un problema? Ho diligentemente domandato e mi è stato risposto che non ci sono protocolli d’intesa tra Comune di Livorno e Esselunga. Quindi, discorsi tanti, impegni nessuno.
L’assessore Aurigi sostiene inoltre che addirittura due assessori regionali sono stati d’accordo. Non tocca a me precisare la differenza tra intesa tecnica e accordo politico e neanche spiegare le novità della LR 65/2014 che regola l’urbanistica in Toscana, ci sono validissimi rappresentanti di Livorno in Regione e un bravissimo assessore quale è Vincenzo Ceccarelli, che se vorranno preciseranno i dettagli.
Andiamo al passato. Qui penso che l’assessore Aurigi abbia letto male la memoria che gli hanno presentato, oppure se è andato a braccio gli consiglio di farsene fare una dagli uffici del Comune, perché sia porta a Terra, sia Porta a Mare, sia il Nuovo centro erano tutte previsioni urbanistiche realizzate in fasi successive, ma contenute negli strumenti urbanistici del ’99, quindi frutto di una pianificazione unitaria. Per carità si può criticare quel piano, che si è rivelato giusto in alcune scelte e sbagliato in altre, ma invece di raccontare sciocchezze, fatene un altro se ne siete capaci!
Il “famigerato” Nuovo Centro fu attuato (ribadisco già previsto) per realizzare il pagamento di un accordo transattivo (una cosa molto complicata, che avrei difficoltà a sintetizzare), a seguito di una sentenza del tribunale, a causa dei maggiori oneri di esproprio per circa 50 milioni di euro alla Famiglia Fremura, per i PEEP fatti non dal PD, ma addirittura dal PCI vent’anni prima.
Comunque caro Assessore, non è un segreto, perché come è noto in queste questioni non ci sono segreti, (tra l’altro ne parlarono anche i giornali in epoche diverse) che in fase di attuazione di ciascuna delle previsioni che ha citato lei, gli atti furono sempre acquisiti dalle autorità giudiziarie competenti che, immagino abbiano svolto tutte le verifiche del caso e se ad oggi non vi è traccia di procedimenti giudiziari, penso che le conclusioni da trarre siano semplici.
Non è un campo che mi appassioni troppo, ma sono certo che fa stare tutti più tranquilli, sapere che nella storia di questa città la magistratura ha sempre vigilato sull’urbanistica. Immagino continuerà a farlo a prescindere da chi governa.
Sia ben chiaro, non sono qui a dire che tutte le scelte del passato sono state giuste, men che mai che sono dogmi intoccabili; non ho problemi a dire che anche con Esselunga ci voleva più lungimiranza in passato e che è fin troppo semplice, oggi, criticare alcune scelte sbagliate della cooperazione in città. Se fosse andato tutto bene, non sarei sui banchi dell’opposizione.
La conclusione è semplice: avete preso una cosa buona, la venuta di Esselunga a Livorno e l’avete trasformata in un pasticcio, solo per incapacità politica di saperla governare. La cosa non mi stupisce, perché quando uno, come nel caso dell’assessore all’urbanistica, vuole fare il saccente per criticare il passato e non sa neanche di cosa parla, difficilmente può gestire scelte difficili come l’insediamento di un centro commerciale nel centro di Livorno.
Marco Ruggeri, consigliere comunale Pd.