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1 Ottobre 2020

Festa di Santa Rosa, tra modernità e tradizione


(Massimo Masiero) Livorno – L’inizio dell’autunno coincide nella parrocchia Santa Rosa con la ripresa delle varie attività della comunità ed in particolare con i tradizionali festeggiamenti, motivo di riflessione e di rinnovato impegno, dedicati alla Santa di Viterbo, da cui prende il nome la chiesa di via Machiavelli, nel quartiere omonimo, progettata da Giovanni Michelucci, e nella quale si conserva una reliquia della santa, che dedicò la vita ai poveri fino alla morte, giunta a diciotto anni.
I festeggiamenti di quest’anno si svolgeranno nella giornata di sabato 8 e domenica 9 ottobre in momenti diversi e intensi di devozione e di testimonianza cristiana, ispirate alla misericordia di Dio, nel percorso tracciato da Papa Francesco.
Padre Maurizio De Sanctis, parroco della Congregazione dei Passionisti, organizzatore delle iniziative della comunità, trascorsi nello spettacolo con partecipazioni in Tv, (“Padre Nike” per le scarpe da trekking che calza), dottore in teologia dogmatica, laurea in psicologia e filosofia, è anche autore di saggi e articoli. Il suo ultimo libro narra di una fiaba “per adulti dal cuore di bambino”. Si intitola “Il Piccolo Principe della Misericordia” e a lui piace ricordare che è stato Antoine de Saint-Exupèry, autore del “Piccolo Principe”, a ispirargli il nuovo lavoro. Ha illustrato il programma della festa, che si articolerà in tutta una serie di eventi dedicati non solo alla Santa, ma anche alla vita e alle realtà quotidiane. Alle 18 di sabato prossimo si inizierà con la messa celebrata dal vescovo Emerito di Prato, Gastone Simoni, delegato della Conferenza Episcopale Toscana per la cultura e la comunicazione. Al termine sarà inaugurato il piazzale di San Rosa, in mattoni rossi, restaurato e abbellito da fioriere e piante verdi, situato davanti alla chiesa, sede degli eventi.
Alle 21 concerto del gruppo musicale giovanile “Hesed”, termine ebraico che indica la Misericordia di Dio. Saranno eseguiti, con l’intermezzo di momenti di preghiera, brani di carattere religioso e non, per proseguire nell’impegno di costruire un ponte tra la fede e il mondo d’oggi, che i componenti portano avanti da tempo.
Domenica 9 ottobre, dopo quella delle 8,30, alle 11 messa solenne, celebrata da Padre Daniele, che sarà caratterizzata al termine dalla benedizione e distribuzione del pane di Santa Rosa, che i fedeli potranno portare a casa e spezzare a ricordo del miracolo della Santa, che lo “rubava” dalla propria abitazione per donarlo ai poveri. Il padre, ricco mercante contrario alla vocazione della figlia, la sorprese e le chiese di aprire la borsa per verificarne il contenuto. Ella obbedì e l’interno apparve invece colmo di rose profumate.
Nel pomeriggio alle 15, dopo l’adorazione eucaristica, due testimonianze, quella di Mirjana Dragicevic Soldo, nata a Serajevo il 18 marzo 1965, sposata con tre figli, laurea in agraria, che vive a Medjugorje e dal 24 giugno 1981 al 25 dicembre 1982 ha avuto apparizioni della Madonna. Nell’ultima le rivelò il decimo segreto e ne annunciò altre, avvenute ogni anno il 18 marzo (giorno del suo compleanno) e il 2 agosto. Mirjana ha scelto il frate francescano Peter Ljubicic per comunicare i dieci segreti. Si afferma che quando arriverà il momento, dieci giorni prima, la veggente gli consegnerà una pergamena “divina”, per la successiva lettura, dopo che insieme avranno pregato e digiunato per sette giorni. Poi sarà reso noto il primo segreto, quando e dove si verificherà. Esattamente tre giorni prima dell’evento.
L’altra testimonianza è di madre Rosaria, al secolo Guglielmina Manfredini, nata a Ravarino in provincia di Modena nel 1944, che fin dall’età di nove anni aveva desiderato entrare in convento, ma ne fu dissuasa dai genitori. Ha iniziato come operaia in una maglieria per poi divenire donna in carriera e stilista di successo, ma con sempre una forte fede nel cuore. Dopo un viaggio a Madjugorie agli inizi degli anni ottanta la svolta e la definitiva scelta di una nuova vita. Ha fondato l’istituto “Figli del divino Amore”, comprendente consacrati, famiglie e laici, con casa madre a San Cesareo, Roma. I membri della comunità, che si affida alla Provvidenza di Dio per il sostentamento, frequentano corsi di formazione della vita religiosa e svolgono attività artigianali con lavorazioni in legno di oggetti sacri e rosari e con registrazioni di canti e musica sacra per favorire donazioni e offerte.
Alle 18, a conclusione, la messa e la preghiera di guarigione dedicate ai malati. La celebrazione è significativa per la crescente partecipazione di giovani e fedeli, che si avvicinano alla pratica religiosa, che allevia casi anche gravi, come quello da cui è guarito un uomo, colpito da una grave malattia al cervello.

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